VIVERE UNA FAVOLA CON I MASAI IN TANZANIA

Vivendo la quotidianità a casa della mia famiglia masai in Tanzania, è normale vivermi le giornate con loro e come loro.

Un pomeriggio mi sono seduta con le donne maasai sotto un albero sopra un tappeto di mucca, aiutavo ed osservavo i loro lavori con compiti ben diversi.

UNA FAMIGLIA MASAI SERENA

Una donna lavorava cinte con perline bianche (il bianco è il loro colore preferito (simbolo masai) e usato nei loro bracciali e collane che portano alle caviglie, braccia, al collo e sulla testa), un’altra s’inventava orecchini dalle mille forme, un’altra bracciali, un’altra curava verdura in preparazione per la cena e sono sempre circondate da tanti bambini di ogni età insegnando loro le stesse cose.

Io ero affascinata e nello stesso tempo ascoltavo e sentivo il cinguettio di tanti e bellissimi uccelli coloratissimi provenienti dall’albero sopra di noi, alzo la testa e noto che era pieno zeppo di nidi, in quel momento guardavo le donne masai osservavo gli uccelli e mi sentivo in un luogo davvero di pace e serenità.

IL RIENTRO DAL PASCOLO DEI PICCOLI MASAI:

Verso le 18.00 il sole in Tanzania, inizia a tramontare, i piccoli pastori maasai stanno rientrando a casa dal pascolo con il bestiame, in lontananza si notava la polvere di sabbia che si alzava mentre si stavano avvicinando.

MASAI AL PASCOLO IN SAVANA (Tanzania)

Le yeyo (donne maasai) iniziarono ad alzarsi e a prepararsi ad accogliere il bestiame con a ognuna il suo compito, chi aiuta a fare entrare nel recinto le mucche, chi le capre e pecore, chi corre a liberare i piccoli vitelli e agnellini per raggiungere la mamma ed iniziare a succhiare il latte attaccandosi alle mammelle, donne che entrano nel recinto a mungere le mucche con “Engoti” (un recipiente a forma di bottiglia ricavato da un frutto e lavorato per renderlo tale),  chi accende il fuoco, e chi prepara prima un chai caldo per uomini e bimbi poi chi organizza la cena per tutti.

La stessa sera era particolarmente freddo (in savana vige lo sbalzo termico, caldo al giorno e molto fresco a sera tutto l’anno) le donne masai stavano iniziando a chiamare i bambini a cenare.

Terminata la cena, i bambini masai, si chiamano con dei piccoli ululati, si udiscono da tutti i villaggi circostanti, si ritrovano, formano un gruppo enorme, giocano fino a tarda notte. Ridono, scherzano, giocano a nascondino, ballano, saltano fino a crollare di stanchezza.

Non importa se non vivono nello stesso villaggio, quando è ora di andare a dormire, si accovacciano tutti insieme nella stessa “capanna masai”. Al risveglio del mattino ognuno torna a casa a svolgere i propri compiti quotidiani. Ci sarà chi parte con il bestiame e chi si dirige a scuola.

BAMBINI MASAI IN ATTESA DEL CHAI (the con latte)

STORIA DI VITA VERA MASAI:

Nel mentre i vecchi masai come d’abitudine raccontavano molte storie, non sono così brava a parlare la loro lingua masai, mi arrangio, bastano poche parole che ho imparato per rispondere e mettere insieme la frase.

Un vecchio raccontava delle antiche tradizioni maasai hanno acceso un grande fuoco all’interno del villaggio e ci siamo seduti in cerchio per sentire il suo tepore, il capo villaggio decise di sacrificare una capra poiché era venuta fame e voglia di carne, mio marito iniziò a tagliare dei legnetti e a darle la forma di un uncino.

Infilzarono la carne ed iniziarono a grigliare, si è formata una nuvola di fumo e solo il fuoco a farci luce, ma il profumo che la carne emanava era ottimo.

Ormai era buio pesto e il più anziano iniziò a raccontare di come i tempi stanno cambiando, parlava dei giovani morani e di come Zanzibar e noi bianchi stiamo spaventando questo popolo.

Hanno paura che i giovani guerrieri si modernizzino troppo e che non riescano poi a trasmettere e portare avanti le loro tradizioni così forti a figli e nipoti.

IL MASAI CERCA LAVORO A ZANZIBAR

Dicevano che ormai i giovani maasai non attendono altro di trovare una bancarella che li ospiti a lavorare per correre sulla costa e credere di fare i soldi con i turisti che arrivano da tutto il mondo, mi guardavano e dicevano; “tatanjii Zanzibar moda” (in maasai significa adesso Zanzibar è moda).

Ascoltavo e rispondevo “pole sana baba” (mi dispiace papà) e pensavo a quanto fosse triste questa cosa. A casa loro li vivo così sinceri e veri rispetto a come li vedo poi rientrare dalla costa, sembrano adolescenti che hanno scoperto un nuovo modo di divertirsi, ma ti dicono che loro lavorano.

Si parlava molto del bestiame, dei pericoli, dei bambini che giocano troppo e che andrebbero seguiti meglio mentre sono lontani con il bestiame.

Più ascoltavo e più mi rendevo conto del bellissimo dialogo che hanno in famiglia. Nel mentre si era anche cenato tutti insieme con la buonissima carne grigliata che i masai hanno preparato, accompagnata da una buonissima polenta di mais bianco e da una verdura cotta, di sapore simile ai nostri spinaci che le donne avevano preparato.

LA CONVIVENZA DEI VILLAGGI MASAI CON LA IENA:

In savana la sera non c’è molto da fare, tutto è illuminato quasi a giorno nei periodi di luna piena, il cielo stellato rende le serate magiche attorno al fuoco, nel sottofondo del silenzio, dalla foresta che ci circonda si sente in lontananza la iena ululare con i nostri otto cani che rispondono abbaiando.

Sentendo la iena i guerrieri masai iniziano a spostarsi con le torce verso i cespugli, controllano, ritornano, si dirigono verso il recinto delle mucche e delle caprette, si assicurano che siano chiusi bene e che il bestiame stia al sicuro.

Una notte, poco tempo fa, abbiamo avuto la visita di un branco di iene, si sono sbranate ben 17 caprette! I cani abbaiavano, ma probabilmente erano tantissime poiché sono rientrati a casa dopo giorni, credo si fossero spaventati.

IENA NELLA SAVANA DELLA TANZANIA

Da quell’orribile ricordo, sento mio marito alzarsi ogni qualvolta i cani abbaiano anche più volte durante la notte. Qualche mucca ogni tanto riesce ad aprirsi il recinto, facendo così strada a tutte, si sentono le campane che portano al collo passare vicino a casa.

Sorrido e penso; ma dove andranno a quest’ora?

Se ne vanno a pascolare da sole, rientrando anche al mattino sempre sole, nonostante l’assidua presenza delle iene, le mucche non sono in pericolo, alla iena piace la capretta.

Ormai si era fatto tardi, eravamo tutti stanchi, ci salutammo con un “raga siday” (buona notte) e andammo tutti a dormire. 

Se ti è piaciuto questo articolo faccelo sapere con un like o un commento, per noi è importante, serve a migliorarci sempre più. Grazie mille.

Venite a trovaci, vi aspettiamo nella vera Africa della Tanzania per un viaggio indimenticabile in mezzo ai locali.

By Cri e Willy

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