STORIE E CULTURA

COME VIVERE LA SAVANA IN VACANZA

Una vacanza in Africa dovrebbero farla tutti almeno una volta nella vita, tutti dovrebbero provare cosa significa sincronizzare il cuore, sporcarsi della polvere del “boma”, savana, mangiare con i locali, farsi la doccia con un secchio d’acqua e magari inoltrarsi dietro un cespuglio per andare in bagno, dormire in una capanna e provare a scordarsi le comodità per qualche settimana.

La Tanzania è enorme, è ricca di bellezze naturali, culturali e storiche andarci una volta non significa aver visto tutto e non significa aver capito l’essenza di questo grande paese, capace di offrire al viaggiatore ed al turista qualunque tipologia di viaggio. La Tanzania è in grado di soddisfare qualsiasi esigenza del turismo, dagli amanti delle spiagge bianche e mari azzurri che offre l’oceano Indiano, Zanzibar e gli infiniti chilometri di costa agli esploratori della savana e i suoi umani ed agli amanti del mondo animale con tanti parchi nazionali. Può anche offrire città moderne e cosmopolita, come Dar Es Salaam, Arusha e persino agli scalatori offre la vetta più alta, il Kilimangiaro e cito solo le località famose.

La mia prima vacanza in Tanzania mi ha aperto il cuore, nonostante la difficoltà di adattamento, la mia prima volta in savana trovavo difficoltà persino a trovare una sedia per sedermi, non trovavo una forchetta, dormivo in capanna come una selvaggia, non ero in grado di fare niente perché ero abituata ad avere tutto e troppo e nel niente mi sentivo incapace ma ecco che nei viaggi successivi notavo che il mio cuore si manteneva sempre più caldo a questo posto magico e a queste persone rispettose e dignitose. In Africa ho scoperto una dimensione parallela, diversa dal ritmo frenetico europeo, con valori da noi quasi scomparsi e tempo ribaltato. Noi corriamo sempre, in Tanzania il ritmo della vita è il “pole pole”, piano piano. La vita stessa è l’essenza di ogni minuto, di ogni istante, perché basta un istante per perderla, mentre noi ci affanniamo a rincorrere il tempo, a discapito della vita. Si torna cambiati da una vacanza in mezzo ai locali, si scoprono altre cose ed i sorrisi dei bambini, con i loro dentini bianchissimi e vestiti con un cencio ti restano negli occhi, nella mente nel cuore.

Tante volte le persone comprendono poco di come si vive e ci si rapporta in savana, già prima di intraprendere questo viaggio vi viene detto che troverete una casa che ci mette in condizione di viverci questa esperienza magica ed indimenticabile in stanze carine e pulite, non è una villa hollywoodiana, ma per lo standard della Tanzania è una casa di tutto rispetto e che tanti, troppi non possono permettersi. Tuttavia, noto con rammarico che chi vuole affrontare questo viaggio e mi chiede informazioni si fa problemi inesistenti, tipo la biancheria della stanza, il colore delle mura, il cibo sarà tanto o poco, cosa si mangia, uno specchio, quanto tempo si perde in viaggio ecc. Altre volte noto che ci si arrabbia per il traffico, ci si lamenta se ai pasti il servizio è lento o poco ricco e magari si va alla ricerca della struttura italiana se si è italiani (ma vogliamo viverci l’Africa).

Vacanzieri che dicono di aver girato il mondo, anziché godersi il viaggio e la rarità che li circonda, stanno a pensare a cosa troveranno a tavola, osservano qualche lavoro imperfetto fatto da muratori che in una savana lontana dall’ Europa delle meraviglie non hanno nemmeno i soldi per comprare gli attrezzi che servono a lavorare, spalmano cemento con le mani e senza guanti o cazzuola, diventando persino consiglieri con la solita frase “io farei o fai così” e magari si sentirebbero in grado di organizzare sempre in modo migliore rispetto al massimo che si cerca di dare per mettere i visitatori a proprio agio nel bel mezzo del niente. Ormai in tutti i miei anni trascorsi in Tanzania e con la nuova avventura intrapresa ne vedo e ne sento di ogni colore e purtroppo mi dispiace constatare che sono rari i viaggiatori che riescono a cogliere l’essenza stessa del viaggio e non riescono a godere appieno l’avventura unica e meravigliosa che li aspetta. Sentiamo parlare ormai ogni giorno di Africa ed è un continente immenso, ogni suo paese ha una peculiarità. La Tanzania ha ancora un gran numero di tribù e di etnie diverse, che vivono nel suo immenso territorio, alcune delle quali ancora non a contatto con la civiltà.

La Tanzania ha strade sterrate e ondulate, ma la lentezza del viaggio permette di ammirare i suoi paesaggi sconfinati. In Tanzania non esistono i treni o aerei diretti con destinazione villaggi maasai e nemmeno hanno idea di cosa sia l’alta velocità. Non si va in Tanzania per correre, ma per rallentare il ritmo della nostra vita frenetica e per capire come vivono i tanzaniani ed in particolare la tribù dei Maasai. In savana la vita è di tipo rurale, si vedranno infiniti piccoli villaggi di campagna, dove non c’è nessun lusso e la vita scorre in mezzo a bestiame e nei campi, lavorati dai contadini e dai buoi. Non troveremo il supermercato fornitissimo, ma piccolissimi negozietti che offrono i prodotti della terra, coltivati con il sudore e la fatica ma senza pesticidi. Ci nutriremo di ciò che questo paese tropicale è in grado di offrire, la cucina sarà povera, ma gustosa. Impareremo le tecniche di allevamento dei bovini dei Maasai e vedremo come loro vivono ogni giorno, in un ambiente non facile, ma liberi ed immersi nella natura. Vedremo la vera Africa, non quella dei tour operators, ma quella che vi offriamo noi con esperienza e noteremo un tipo di vita totalmente diversa dalla nostra, senza comodità, senza lusso, quello che a noi sembra normale li non ci sarà.

In savana il Governo tanzaniano non ha portato l’elettricità e l’acqua, per cui non troveremo l’interruttore in ogni stanza (a casa nostra si ma l’abbiamo creata per voi grazie ad un potente pannello solare) o una cucina ultramoderna ed il bagno con la jacuzzi. Cucineremo e ci laveremo come fanno i Maasai ma in una stanza adibita uso doccia e ad uso solo degli ospiti, non troveremo la farmacia fornitissima e nemmeno il bar alla moda. Vedremo un’ altro tipo di vita, fatta di cose semplici ed anche di difficoltà ma sarà questa l’essenza di questo viaggio e la sua unicità. Vedrete l’Africa vera, la natura selvaggia, le sue immense colline e vallate, la sua gente e i suoi animali, vedrete come si vive una vita fatta di piccole cose, vedrete tramonti incredibili e cieli tersi e pieni di stelle, vedrete bambini felici con un palloncino, con una caramella, vedrete come vive la tribù più famosa al mondo quale il popolo maasai.

Questa è la mia Africa, l’Africa che ho nel cuore, che è anche la mia terra e che voglio farvi conoscere e quando ritornate a casa non vogliamo la classica recensione ove descrive la struttura, quanto vi abbiamo offerto e quanto no o a quanto siamo simpatici o antipatici ma vogliamo sapere se siete in grado di descrivere cosa avete vissuto e cosa vi siete portati dentro grazie a noi che vi abbiamo fatto scoprire un mondo nuovo e vero con le difficoltà che il testo stesso riporta in un luogo ove nemmeno google maps è ancora arrivato a mappare!

Benvenuti al villaggio maasai in Tanzania

 

Bye Cri e Willy in viaggio con Maasai Travel Life

PICCOLI GRANDI GUERRIERI CRESCONO

Piccoli ing’era (in lingua maa significa bambini), lo sono solo per età e statura ma in realtà sembrano dei “grandi guerrieri responsabili”. Il bambino maschio si distingue dall’abito rosso fuoco (in maasai shuka), mentre le femminucce indossano uno shuka di colore indaco.

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PICCOLI MASAI AL PASCOLO

Bambini felici che giocano e corrono spensierati dal villaggio alla savana, non hanno giocattoli e forse nemmeno sanno che esistono, si accontentano di prendere a “sassate” qualche alveare, si arrampicano sugli alberi, creano altalene usando rami di albero, giocano a nascondino, ma la cosa sorprendente vivendoli e osservandoli è il legame che nasce fra loro durante la crescita nello stesso spazio che occupano, rapporti che crescono insieme durando una vita in gioie e dolori.

Ora è arrivato il momento di unire al gioco anche alla vera vita masai e spetta al padre giudicare quando il proprio figlio è ritenuto idoneo a scoprire la foresta con rischi e pericoli, non importa quanti anni abbia il bambino, deve vederlo preparato in questa nuova missione che segnerà l’inizio della sua crescita.

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MASAI CHE GIOCANO IN SVANA

Il Papà prepara il figlioletto verbalmente da sempre, finché un giorno si parte a piedi percorrendo chilometri di strada, fino a raggiungere la foresta da loro ritenuta critica, ci saranno animali molto pericolosi, sentieri imprudenti. Dovranno imparare a bere e nutrirsi con ciò che la savana offre, come ripararsi e difendersi davanti ai pericoli.

Arrivato il momento “il masaino” si troverà a combattere davvero anche con qualche animale ma con la certezza che il padre sta assistendo ed è pronto a intervenire!

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MASAI AL PASCOLO

Superata la dimostrazione che può durare anche mesi lontani da casa, il piccolo “ing’era” (piccolo masai) risulta pronto ad ottenere delle nuove responsabilità all’interno del villaggio nativo.

Le verrà affidato il compito di accudire capre e mucche e dovrà essere in grado di difenderle da attacchi esterni. Partirà al mattino con il bestiame rientrando al tramonto, strada facendo si unirà ad altri “masaini” e greggi, camminando e pascolando insieme uniti più che mai. La bellezza di questo cammino sta nel partire da casa con trenta capre e ritrovarsi in mezzo a tantissimi bambini con una mandria in-contabile di bestiame fra capre, pecore e mucche con panorami e posti magici.

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UNA FAMIGLIA MASAI SERENA

Arrivati nella distesa erbosa mentre gli animali pascolano i piccoli masai che hanno una media di età a partire dai tre anni in avanti, si ciberanno di solo latte fresco munto sul posto o in assenza di acqua,  iniziano a giocare e passano la giornata finché il sole inizia a calare, ora si ritorna al villaggio.

Nella loro spensieratezza infantile a volte capita che perdono qualche capra o mucca strada facendo, arrivando a casa senza e sapendo a priori che le spetterà la ricerca in foresta anche nel buio della notte per ritrovare il capo smarrito!

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TRAMONTO VISTO DAL VILLAGGIO MAASAI

Ascoltandoli durante il pascolo rimango incredula nel rendermi conto che sanno riconoscere ogni belato di capra abbinando un nome alla stessa, come stesso esempio udendo muggire una mucca.

Come moglie di un masai e parte di questa splendida famiglia mi risulta difficile darvi l’emozione che si prova vivendo la quotidianità con loro, questi bambini nonostante la tenera età sanno dare una protezione incredibile, sembrano guerrieri adulti!

ARRIVARCI E CONTATTO:

Maasai Travel effettua una serie di partenze con destinazione villaggio maasai in Tanzania comprendendo una vasta gamma di date di partenza e attività per soddisfare i diversi gusti. Siamo eccitati all’idea di mostrarti questo nostro grande popolo maasai!

Email di contatto: allascopertadelvillaggiomaasai@gmail.com

By Maasai Travel

 

STORIA DI CERIMONIE MAASAI

STORIA DI CERIMONIE E RITI MAASAI IN TANZANIA

Una fila di guerrieri Maasai si raduna in lontananza, lontano dalla folla, le urla usate da richiamo per comunicare l’inizio della cerimonia, le loro lance, i loro scudi, guerrieri colorati e non con l’aria immobile si avvicinano al recinto delle mucche. I grugniti seguono i canti e il battito dei piedi, armonia a battiti di cuore. Avanzano non come un centinaio, ma come uno.

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Guerrieri Maasai si avvicinano al recinto dando inizio alla cerimonia

Non ci sono tamburi, solo voci e piccole urla come strumenti e ritmo. Mentre si avvicinano, il volume dei loro canti aumenta, l’intensità dei loro movimenti aumenta e converge in un ritmo costante. Un impulso e un battito umano che penetra dentro anche trovandoci all’aria aperta.

Mentre gli uomini si avvicinano alla folla presente all’interno del cerchio del recinto, le giovani donne lanciano il loro canto. Alcuni maasai nel centro del cerchio cominciano con i primi salti sempre più in alto e ogni volta più in alto di prima. Mentre l’energia scorre nel recinto, le loro voci crescono di volume e tono. Questa è l’essenza della cerimonia Maasai.

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Guerrieri Maasai nel recinto delle mucche danno inizio alla celebrazione

Un battito in aumento, un’emozione travolgente, un ritmo magico. Assistere al raduno di Masaai da altri villaggi nel distretto di Kilindi nella Regione Tanga in Tanzania è un’esperienza straordinaria: visiva, culturale e umana. Per i Maasai, la loro è una celebrazione per festeggiare il rito del passaggio d’età, un matrimonio, una circoncisione, o festività come Pasqua e Natale con canti e balli adeguati alla ricorrenza ma non solo, anche per passare serate in compagnia degli amici nelle lunghe notti in savana.

Cantare, ballare sono cose che tutti noi facciamo da quando abbiamo iniziato a camminare per la prima volta sulla terra. Ma ogni cultura canta e balla portando un marchio di unicità, raccontando così tante storie sulla cultura e storie sulle credenze della propria gente e il proprio vissuto.

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Danza Maasai con salti dritti e alti

Per i Maasai, riti importanti di passaggio nella vita sono contrassegnati da cerimonie piene di canti e balli. I ragazzi sono divisi in fasce di età e per tutta la loro vita sono identificati da queste fasi e per accoglierli a questo nuovo evento usano ritmo e movimento festeggiando tutti insieme.

Le celebrazioni Maasai piene di canti e balli possono durare per giorni e offrono l’opportunità di riunire le persone e riunire i membri dei diversi clan di tutta la regione. Questi incontri sono tra i modi in cui i Maasai preservano e continuano la cultura tradizionale di fronte alle pressioni esterne e all’evoluzione della società.

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Donne Maasai aprono la cerimonia danzando

I viaggiatori che in Tanzania visitano un villaggio Maasai hanno l’opportunità di prendere parte al ballo. È una danza impressionante, non solo per la sua energia ma anche per il suo aspetto apparentemente semplice . Ad alcuni ospiti abbiamo detto; guarda i Maasai ballare e fallo (guardandoli potrebbe sembrare facile riuscirci). Quando è il tuo turno, ti rendi conto che è molto più difficile di quanto sembri e tutti compresi i Maasai ci guardano in questa impresa ridendo di gusto!

Il loro ballo appare rudimentale nel suo movimento, ma ha un significato e una ragione più profondo. È una specie di danza dell’accoppiamento, un modo per un giovane Masai che è appena diventato un guerriero per dimostrare la sua forza e cercare di attirare una sposa.

Danzando attirando le giovani donne Maasai

IL BALLO CHIAMATO “ADAMU” (ballo che salta)

Tradizionalmente l’ adamu si svolge durante la cerimonia di Eunoto che segna la transizione di morani (guerrieri junior) diventando guerrieri anziani. Un volta dopo che i morani vivevano fino a 10 anni insieme in un “campo guerrieri” lontano dai loro villaggi di origine. Durante questo periodo, imparano come prendersi cura dei loro animali, proteggere la loro famiglia e portare gli obblighi di un guerriero Masai (ora i tempi stanno cambiando e alcune tradizioni come queste si portano avanti ma non più in tutte le zone o villaggi maasai della Tanzania).

L’ Eunoto non solo segna un cambiamento nello status di un guerriero, ma lo rende anche idoneo per il matrimonio. Il cerchio in cui i giovani guerrieri si riuniscono per adamu , consente a ciascun guerriero di dimostrare la sua forza e le sue abilità per attrarre una sposa. Hanno praticato continuamente queste mosse sin da quando erano piccolissimi, in una sorta di preparazione ad arco vitale per raggiungere questo momento.

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Piccoli maasai diventano uomini in questa giornata di festeggiamenti in occasione della loro circoncisione

Alcuni uomini entrano nel centro e iniziano a saltare, i talloni non toccano terra, dritti in aria più in alto che possono. Una volta che un guerriero raggiunge la sua massima altezza e comincia a stancarsi, che di solito è dopo un paio di salti, esce e altri due uomini prendono il centro per proseguire. Più il salto è aggraziato e più alto, più il guerriero è attraente per le donne idonee a guardare e per divertirsi a sfidarsi tra loro.

Per tutto il tempo, i guerrieri che formano il cerchio cantano, facendo corrispondere il tono e il volume delle loro voci all’altezza dei loro balzi. Il crescendo della pressione incoraggia gli uomini ad andare ancora più in alto. Cantano anche le madri dei guerrieri per celebrare il coraggio e la forza dei loro figli.

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Danze e canti Maasai

Le giovani donne, vestite con i loro abiti più elaborati, non rimangono passive in questo gioco di accoppiamento. Cantano e ballano come un modo per flirtare, per avvicinarsi ai giovani guerrieri. In un’altra sorta di rituale di datazione, i giovani formeranno una linea, poi reciteranno, grugniranno e si spingeranno in avanti con i loro corpi inferiori. Le giovani donne staranno di fronte a loro, risponderanno con il proprio canto, risponderanno e si muoveranno in modo gentile. Non toccano mai gli uomini, indicando solo attraverso il movimento se sono interessate.

L’ Eunato può durare fino a 10 giorni, finendo con il morani che si toglie i lunghi capelli e le trecce come segno che ora è un guerriero anziano pronto per l’impegno di matrimonio, famiglia e comunità. Questa canzone e ballo cerimoniale porterà alla prossima importante celebrazione: il matrimonio.

Giovani donne Maasai durante la cerimonia di canti e danze

Ed è così che queste cerimonie, piene di canti e danze, segnano le tappe della vita e il passaggio dall’uno all’altro. Se qualcuno di questi suoni è vagamente familiare nel suo schema umano, sospetto che non sia un caso. Le più grandi dimostrazioni di cultura, incluso l’ adamu Maasai , sono spesso una celebrazione dell’unicità in quanto sono un punto culminante della nostra comune umanità.

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Maasai Travel effettua una serie di partenze con destinazione villaggio maasai in Tanzania comprendendo una vasta gamma di date di partenza e attività per soddisfare i diversi gusti. Siamo eccitati all’idea di mostrarti questo nostro grande popolo maasai!

Email di contatto: allascopertadelvillaggiomaasai@gmail.com

By Maasai Travel

Un mattino ci svegliamo molto presto, ci dirigiamo alla stazione dei bus per avventurarci al coloratissimo mercato in compagnia dei maasai nella cittadina di Kwediboma nella Regione Tanga in Tanzania ed è stata un’esperienza formidabile. Il mercato ci ha entusiasmato tutti, si trova di tutto a partire dalla frutta, la verdura, abbigliamento, stoffe coloratissime, animali e quanto noi non sapremo nemmeno pensare possa esistere!! Maasai e locali che partono all’alba con mucche, capre o galline, a piedi o con il mezzo che li possa ospitare per raggiungere la località con il mercato prescelto, tutta la giornata sotto il sole cuocente per cercare di vendere o barattare. Osservare come svolgono la scelta dell’acquisto di una mucca è davvero coinvolgente, chi compra gira osserva e sceglie, in lontananza poi si avvicina iniziando la trattativa. Noi bianchi dobbiamo stare lontani altrimenti il prezzo lieviterebbe non poco a chi deve concludere l’affare. Finito il giro delle bancarelle abbiamo famei282882364627840483 e decidiamo di mangiare della carne di capra appena macellata e infilzata in legni lunghi a forma di uncino posizionati avanti a un fuoco, era la carne più buona che avessimo mai mangiato (in Italia la carne di capra non mi era mai piaciuta) senza sale, spezie o altro, completamente al naturale ma molto saporita. Oltre essere in mezzo alla vita dei locali ci si godeva la foresta e i panorami che si stavano percorrendo sulla moto fino ad arrivare in città. L’autobus non si capiva a che ora “voleva” arrivare (in Africa non esiste l’orologio svizzero), ci siamo seduti tutti sul bordo strada mettendoci ad osservare tutta la loro vita, passanti, negozietti, fotografare di nascosto chi non voleva essere immortalato, chi cuciva e chi voleva venderci di tutto. All’improvviso sentiamo un forte rombo di motore avvicinarsi, era il bus locale con una nuvola di polvere al seguito, ci alziamo per prepararci a salire ma era troppo pieno, nel mentre ci passa affianco un pulmino tipo i nostri scuola bus e ne approfittiamo, noi eravamo in otto ma in un attimo rimase appena lo spazio per il respiro, qualcuno di noi con un bambino in braccio chi ha lasciato il posto a qualche anziano e ad ogni fermata gente che scendeva a quantità ma altrettanto ne saliva, mentre dal finestrino stavamo osservando tutto ciò che si caricava e scaricava. Dopo circa un’ora e nel bel mezzo di un affascinante tramonto arriviamo a destinazione Kiberashi nella regione Tanga in Tanzania, erano circa le ore 19.00, il tempo di sgranchirci un poco, cenare, berci qualcosa di fresco e si è fatta notte. Willy quale nostra guida maasai ci organizzò il trasporto in moto per destinazione villaggio maasai dove eravamo ospiti, non si vedeva niente l’unico punto luce era il faro della moto su una strada a dir poco “sfasciata” ma che gli autisti sanno percorrere benissimo e con tanto di complimenti per come portano la loro due ruote come quasi unico “taxi” o mezzo di trasporto. Si osservava la vegetazione nel buio, qualche uccello di grandi dimensioni si alzava volando via, qualche occhio giallo fluorescente ci osservava passare nascosto nei cespugli, ma il tutto vissuto con tranquillità e curiosità perché si sapeva di essere in compagnia dei guerrieri maasai e con loro nulla ti può accadere anzi ti insegnano a scoprire! Arriviamo a casa “stanchi morti” ma con il ricordo di una giornata bellissima ed indimenticabile vissuta nella vera savana con i locali per un viaggio che mai saremo stati in grado di scoprire da soli. Cos’altro ci potrebbe essere di meglio se non una guida locale e maasai per farvi un’esperienza vera come questa in Tanzania?

 

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LE DONNE MAASAI E L’ACQUA

TANZANIA: fatica sotto il sole, per avere scorta d’acqua.

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