LUISA LONGHEU: in viaggio dai maasai di Mtego in Tanzania

in viaggio dai maasai di Mtego in Tanzania

Dopo quasi un anno eccomi a raccontare il viaggio che desideravo fare, credo non sia stata una casualità trovare e conoscere Cristina e Willy, dico sempre che lo ha voluto il mio destino trovarli e conoscerli…

Volevo fare un viaggio, ma un viaggio vero e quel giorno cercai in Internet la voce “turismo responsabile “, cliccando nel tasto invio ricerca mi apparve Maasai Travel Life Tanzania, apro il link, ad ogni riga letta mi dicevo: “non è possibile “ è esattamente il mio sogno.

Era come se Cristina e Willy fossero lì ad aspettarmi, era il viaggio che cercavo e volevo.

Li contatto e dopo pochi mesi mi trovo in partenza con il mio primo viaggio in solitaria, alla scoperta del cuore nella vera Africa, con tanta emozione, un po’ di timore e tensione, ma con tanta sicurezza che tutto sarebbe andato meravigliosamente.

Arrivata finalmente a Dar es Salaam, dopo aver sbrigato le procedure del visto d’ingresso nel paese in aeroporto, in attesa dei bagagli sbirciai dalla porta di uscita, vidi Willy, ero felice come una “bimba” e questa emozione l’ho vissuta per tutta la durata della mia permanenza a casa loro.

Dopo la notte passata a Dar eccoci in partenza per il villaggio maasai, viaggio un po’ faticoso e lungo, in compagnia di Willy che era la guida e traduttore in aiuto di ogni necessità, altri due ospiti e l’autista del taxi che ormai chiamavo “Ziooo” proprio come solito fanno Cri e Willy.

Viaggiando la musica allieta i panorami di questa bellissima terra, le tappe per rifocillarci fotografando panorami, babbuini che ti attraversano la strada, un mercato ricco di colori dalle stoffe alla frutta, scorgere il primo tramonto e poi ricevere la telefonata da Cristina preoccupata per il nostro ritardo… Era tutto così entusiasmante che non ci siamo resi conto del tempo che passava a bordo auto viaggiando al ritmo del Pole Pole e Hakuna Matata.

Siamo giunti al villaggio maasai con il buio, si vedevano solo le luci di una casa (quella che mi avrebbe ospitato), Cristina ci stava attendendo sulla soglia del cancello in compagnia di tutta la Grande Famiglia Masai, un’emozione unica.

La mattina, dopo un ottimo riposo nell’accogliente camera, aprendo la porta mi sono resa conto delle meraviglie che mi circondavano, il panorama della savana, la quiete, i tanti animali, le case Masai sparse tutte attorno a noi, la quotidianità della vita maasai in diretta, un’ottima colazione preparata da Cristina e condivisa insieme alle alle guide e ospiti Maasai, la conoscenza dei tanti bambini, la sensazione di sentirsi già parte di questa grande ed accogliete famiglia.

LA MIe notti IN SAVANA

La magia di quella notte resterà per sempre impressa nella mia mente e nel mio cuore come un grande abbraccio.

Erano già parecchie notti che sentivo i richiami dei ragazzi maasai per il ritrovo delle danze e fin dalla prima volta solo sentendo il richiamo avevo voglia di infilarmi le scarpe e raggiungerli nel buio della savana. Ero consapevole che inoltrarmi da sola in foresta non era prudente ed ho preferito attendere la serata nella quale Cristina e Willy mi hanno accompagnata.

Ci incamminammo nel buio, non si vedeva niente, avevamo la luce delle torce ma ho scoperto che i maasai riescono a vedere bene anche senza, Willy e le altre guide masai facevano strada e con molta premura si assicuravano che il nostro cammino fosse privo di ostacoli.

Eccomi immersa nella savana in compagnia di ragazzi e ragazze maasai che cantavano e ballavano… Dopo qualche attimo d’imbarazzo, stupore e tantissime sensazioni che fatico ad esprimere, mi sentivo quasi stordita ma tranquillizzata dalla dolcezza di Periuan (una ragazzina maasai e sorella di Willy).

Mi prese la mano e non la lasciò più, ho potuto vivere questa esperienza semplicemente travolgente.. La luna, le stelle, le danze, i canti, i loro corpi in movimento e persino gli alberi sembravano vibrare come corpi che si fondono in un abbraccio .♥️

Per 15 giorni, questo è il tempo che avevo pensato di trascorrere in savana…

Ho goduto ogni attimo della giornata, qualunque cosa si facesse, chiacchierando seduta in terrazza con Cristina approfittandone di prendere un po di tintarella al sole seppur vestite, andare a perlustrare la foresta a piedi con i maasai, Willy, Jacopo, Manuel e Ziooo, dirigendoci nei villaggi nascosti dalla steppa, eravamo ospitati in ogni casa a bere “chai” (il famoso thè speziato maasai)…

Le escursioni al lago, il grande mercato di kiberashi, Handeni, Kwediboma e Songe, le cene “in strada tra i locali”, le cene nelle capanne maasai, viaggi in moto con bravissimi driver gustandoci lo spettacolo della natura e la sensazione di sentirsi liberi in questa distesa infinita.

Quando si rientra al villaggio maasai, i bambini ti raggiungono correndo per salutarti, ti prendono per mano accompagnandoti dove meno te lo aspetti e una sera mi hanno portato all’interno del recinto delle mucche mentre le donne mungevano il latte, il sole stava tramontando creando un’atmosfera molto suggestiva ed io ne rimasi colpita.

Il tredicesimo giorno mi svegliai pensando che il giorno seguente avrei dovuto fare i bagagli, la mia esperienza era giunta quasi al termine e presa dall’angoscia di dover lasciare il villaggio andai da Cristina (con la quale si è creato un bellissimo rapporto), le dissi che io non volevo partire, proprio come una “bimba” capricciosa e prolungai la mia permanenza di una settimana…

Ridiamo tutt’oggi in ricordo di quell’istante poiché entrai in sala da pranzo, Cristina e Willy erano seduti a tavola, mi attendevano per fare colazione insieme ed esclamai: no, no, no… Cristina mi chiede subito, cosa accade? Ed io rispondo… Ho deciso che non parto domani ed ho spostato il volo in partenza per l’Italia. Li avevo spaventati con il mio tono!

ESCURSIONE IN SAVANA NON AUTORIZZATA

Una sera Jacopo e zioo mi proposero di andare a fare visita di un villaggio maasai a circa un’ora di distanza dal nostro ed accettai volentieri, la partenza fu fissata al giorno seguente ore 7.00.

Piovigginava e le strade non sarebbero state molto belle da percorrere in moto, Cristina era sveglia e si trovava dinanzi al fuoco in cucina, mi vide dirigermi verso il cancello pronta a partire, mi chiese dove stavo andando… non era stata informata e riprese Jacopo per non aver avvisato e per aver preso una decisione senza il loro consenso!

Ovviamente sentendosi responsabili per la sicurezza dei loro ospiti non riteneva idonea questa uscita. Mi scusai, e dopo esserci chiariti rassicurandola che saremmo stati molto prudenti partiamo… Tutto andò bene e feci un’altra bellissima esperienza .

Era arrivata l’ora dei saluti alla Grande Famiglia Masai, la sera prima della mia partenza fu acceso un grande falò nel buio totale della foresta in savana in mio onore e ci mettemmo tutti attorno a bere del chai caldo mentre i bambini si divertivano ad attizzare il fuoco.

I saluti in aeroporto, dove sono stata accompagnata da Cristina, Willy, Jacopo e Zioo non finivano mai, non riuscivo a salire quelle scale che mi avrebbero divisa da loro, da quella meravigliosa terra e meravigliosa gente che porterò sempre nel cuore e mentre le scale mobili salivano li guardavo, si allontanavano lentamente sempre di più e gli urlai: ritornerò, a presto!!

Ciao Luisa