La felicità tra i Maasai

Maasai Travel Life
Cristina e William
La nostra vita tra i maasai della Tanzania

LA FELICITA’ TRA I MAASAI

Ciao! E’ in stesura il libro sulla nostra vita in savana.

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Il libro uscirà a breve e sarà disponibile anche il libreria ma se volete darci una mano vi chiediamo di ordinarlo prima da noi. Ne abbiamo centinaia di copie da vendere per contratto e avrà lo stesso prezzo di vendita stampato. Contattateci in PV e vi daremo istruzioni. Grazie in anticipo

Piccola presentazione

Qua, in seguito vi lascio alcune frasi che vi possano servire a comprendere il contenuto della nostra autobiografia. Si pensava fosse più semplice descrivere la propria vita, ma in realtà la difficoltà più grossa sta nel non menzionare fatti o persone che ti possano creare problemi.

Questo libro mi ha fatto tornare su situazioni passate accadute che credevo di aver accantonato, ho sofferto e lottato una vita intera per raggiungere obbiettivi importanti che mai ho perso di vista.

Ho trovato una nuova famiglia, quella che in dodici anni mi ha dato ciò che prima non ho avuto, ho incontrato la persona cui non sapevo sarebbe diventato l’uomo della mia vita in un villaggio maasai della savana in Tanzania.

Lo amo tantissimo e mi sento ricambiata.

Adesso posso urlare al mondo di essere finalmente una Donna completa e felice!

Grazie “mamasavana”

Introduzione libro

Ogni tanto mi blocco. Ho bisogno di pensare. Come di aria.

Pensavo fosse più facile mettere ordine, avendo un punto di partenza, il giorno di una nascita, qualcosa da cui iniziare a raccontare.

Non ho un preciso punto di arrivo, credo di essere ancora in viaggio, che sto tornando a qualcosa di caro, che quando scrivo “che” il correttore automatico identifica una parola che non voglio più leggere, la completa in una maniera che non mi piace.

Ma non è questo il punto, non è legato solo alla cronaca di una storia, di una vita, non ha pretese di insegnamento, di ripicca, o altro; è un omaggio alle luci che ho incontrato finora lungo questo percorso, che mi hanno cambiato la vita, e per parlarvi di loro, dovrò menzionare necessariamente qualche ombra.

Non tanto per capire cosa sia diventata, o chi sia oggi Cristina, quanto, forse, solo per dire Grazie a chi ha reso possibile che fossi qui, ora, con questo sorriso, accanto alla persona che amo, William, a cui dedico queste pagine.…..

ALCUNE PICCOLE DISCAGLIE DEL LIBRO

Scherzosamente dico sempre di essere nata in un parco, in un paesino tra le montagne di Trento, nel mezzo del parco di Levico Terme, dove si trovava un vecchio ospedale che ora non c’è più, nel tempo è diventato più di qualcos’altro.

Sono cresciuta a Calceranica, e nei miei primi anni di vita vivevamo in una mansarda al piano sopra l’appartamento degli zii di mio padre, era la loro casa.

In quel paesino ho trascorso un’infanzia bellissima, accanto a una nonna materna che mi ha semi allevato e nonostante fossimo tanti nipoti in famiglia, (ero) la sua preferita, si prendeva cura di me, abitavamo vicine, stavo bene con lei. Ero buona con lei.

Stavamo spesso insieme visto che i miei genitori mi avevano messo al mondo giovanissimi, con mio padre che aveva appena ventidue anni, e mia madre che aveva compiuto i diciotto anni un mese prima della mia nascita, perciò fin da piccola avevo dovuto abituarmi a essere autonoma, tanto che all’asilo ci andavo da sola, venivo aiutata solo ad attraversare la strada, ma anche lì non è che fosse questo dramma, allora non c’era molto traffico.

Già a cinque anni ero la peggiore dell’asilo. Cioè, almeno così dicevano loro. Tutti. Ma magari ero semplicemente vivace. Oppure no. Ero davvero la peggiore dell’asilo, tipo uragano incontenibile. Il fatto è che io impazzivo lì dentro, ne combinavo di tutti i colori, non mi piaceva starci, mi sentivo rinchiusa.

Con mia nonna stavo bene però… Avrei voluto mi accompagnasse di più. 

Quando morì ne feci una malattia per moltissimi anni, in silenzio, senza piangere, continuavo a sentirne l’assenza, sua e di Diana, questo cane lupo che si portava sempre dietro e a cui volevo bene, con loro io ero dolcissima, non c’era traccia di quella vivacità di cui tutti parlavano, di cui tutti mi imputavano chissà cosa. Nei miei peggiori momenti vissuti fino ad oggi, la chiamavo e parlando a voce alta le chiedevo di aiutarmi.

Se passo a casa, alla famiglia, mi resta più difficile trovare bei momenti…

Con mia madre iniziammo a beccarci dall’adolescenza, da lì, tra alti e bassi, dichiarazioni di guerra e tregue, il nostro rapporto non è mai cambiato, nel bene e nel male. Si è evoluto, a suo modo.

A volte mi blocco, non riesco a soffermarmi abbastanza su questi ricordi.

Fu allora che da Calceranica al lago ci trasferimmo a Pergine Valsugana, e lì credo che iniziò la fine, la discesa, o la salita, a seconda delle prospettive. E sarebbe durata parecchio.

Sul mio blog, nel quale racconto in maniera più approfondita alcune parti della malattia (due cancri al seno) e degli interventi subiti, cose che qui sto solo accennando, per un motivo molto semplice: vi dicevo nella premessa che questo libro ha uno scopo preciso, quello di raccontare delle persone che hanno illuminato la mia strada, che mi hanno aiutata a capirmi, a ritrovarmi, che mi sono state vicine.

La malattia mi è servita per dare uno stop, per essere egoista, per imparare a non dare più spiegazioni a chi non le avrebbe capite, a chi non le avrebbe accettate, a chi avrei dovuto rincorrere per dimostrare di volta in volta chi fossi, e che tanto non mi avrebbe creduto. Vedevo da fuori la famiglia del Mulino Bianco, ma all’interno non era così, o almeno non per me. Ciò nonostante ho continuato a credere nella famiglia, e ci credo molto, soprattutto oggi.

E così, mentre guardavo il soffitto, pensavo al viaggio che avevo sempre voluto fare fin dall’adolescenza.

Ero sempre stata attratta dei libri e dai documentari sull’Africa e in qualche modo cercavo continuamente
informazioni a riguardo, era una cosa che avevo sempre sentito di voler fare. Poi d’un tratto mi ero ritrovata senza lavoro, malata, ma con questo sogno ancora vivo dentro di me.
Quando guarisco io voglio andare in Africa. Solo questo pensavo.

E così nel 2009, verso novembre, organizzai il viaggio: ero arrivata alla fine delle chemioterapie e mi facevano staccare qualche mese per riposare, poi avrei dovuto riprendere con le radioterapie. Così cercai una via di mezzo e spulciando su internet vidi un viaggio a Zanzibar. Zanzibar, pensai. Perché no?

Quando venne a prenderci questo pullman in aereoporto per portarci in Hotel. Entrò nel resort e lì, per la prima volta, su quel pullman, vidi i Maasai. “Ma guarda, ci sono i Maasai!”, pensai. Erano una sorta di “custodi” del resort dove alloggiavo, facevano la guardia, si occupavano degli ospiti, tant’è che mi avevano portato le valige in stanza, e si preoccupavano che nessuno infastidisse i turisti.

Solo ricordo questo giardinetto davanti alla mia porta e sotto lo stipite passava almeno un centimetro dal pavimento, e io pensavo: “ma se mi entra uno scorpione? Un serpente?”. Tornai subito in reception e chiesi di poter cambiare stanza perché avevo paura! Questa cosa mi fa davvero sorridere se penso alla vita che conduco oggi in savana. Ero un po’ una turista per caso…

Era febbraio del 2010, e arrivai al villaggio dopo quasi dieci ore di bus.
La prima cosa che vidi furono i bambini. Correvano verso di me, dalla donna bianca.
Non erano molto abituati a vedere una come me, lì, nel loro villaggio, e così era un misto di curiosità e
paura nei miei confronti. Fa davvero sorridere pensare che noi da piccoli abbiamo paura dell’uomo nero e
loro di quello bianco!

E poi …. il resto del racconto sulla nostra vita di coppia mista italo/maasai, la nostra vita in savana trà difficoltà d’integrazione, gioie, traguardi e quant’altro, proseguiranno in modo approfondito nel libro.

Siamo entusiasti di darvi in mano la nostra vita, siamo entusiasti di farvela avere con un nostro libro autobiografico, speriamo di farvi sognare, speriamo che la nostra esperienza possa magari esservi d’aiuto e perché no, magari viverla in prima persona come è accaduto a me, a noi !

Ah…. quasi ci dimenticavamo un’informazione non da poco, il libro sarà intitolato:

LA FELICITA’ TRA I MAASAI

Grazie del vostro interesse e di averci dedicato qualche minuto di lettura

Cristina Valcanover e William Isaya Sosoine

Casa Editrice

Il libro sarà stampato e distribuito da Europa Edizioni collana “Chronos”.

Con la collaborazione dell’editor Giorgio Michelangeli, il direttore Daniele De Prosperis, che cogliamo occasione di ringraziare e dell’opportunità dataci.

La nostra vita al villaggio maasai

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Grazie

4 pensieri su “La felicità tra i Maasai

    1. Daisy Parenti

      Nella prima lettura mi sembra di riconoscermi ero terribile anch’io e con mamma idem.
      Il sogno dell’Africa è sempre stato il mio sogno.
      Tu ci sei riuscita e leggerò e sicuramente sognerò con il tuo libro.
      Fammi sapere quando esce.
      Un abbraccio forte forte a te e Willy 😘

      Piace a 1 persona

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