Un viaggio che ha cambiato la mia vita

L’anno 2009 segnò duramente il mio percorso di vita. Mi trovai a dover metabolizzare per forza ben due diagnosi di cancro e con ancora tangibili nell’animo gli effetti di chemio e radio terapia, decido di voler ricominciare a viaggiare. Avevo trascorso cinque lunghissimi anni tra cure devastanti, la paura mi attanagliava, non sapevo se ce l’avrei fatta e ho combattuto aggrappandomi al mio unico desiderio di ritornare a viaggiare, per avere impressa un’altra fetta di mondo e quella che più mi piaceva si chiama Africa.

Ho chiuso capitoli orribili della mia vita, compresa la morte dei miei genitori a soli cinque mesi di distanza l’uno dall’altro, ma questa esperienza mi ha resa più forte e mi ha insegnato a non arrendermi mai. Ogni ostacolo che ho affrontato mi ha dato la possibilità di crescere personalmente e di scoprire la mia vera forza interiore. Ora, guardando indietro, mi sento grata per ogni momento difficile che ho vissuto, perché mi ha resa la persona che sono oggi. Sono una guerriera, desiderosa di portare la mia testimonianza a chi si abbatte per problemi irrilevanti. Voglio ispirare gli altri a lottare per ciò in cui credono e a non farsi abbattere dalle avversità.

Mi sentivo veramente come un personaggio di un romanzo, catapultata in un mondo affascinante e misterioso. Con il sole che brillava intensamente nel cielo azzurro, mi ritrovai immersa in un paesaggio spettacolare in Tanzania

Amo da sempre l’Africa, continente che mi ha costantemente incuriosita fin da quando ero una ragazzina. Ho avuto la fortuna di visitare alcuni paesi africani, come l’Egitto e la Tunisia più volte in posti diversi, e ogni volta che tornavo nella mia amata città di Trento, una sensazione di nostalgia mi spingeva a ripartire alla scoperta di nuove terre africane. L’Africa è un luogo magico, ricco di cultura, storia e paesaggi mozzafiato.

Ho avuto il privilegio di incontrare persone straordinarie durante i miei viaggi, persone che mi hanno insegnato tanto sulla vita, sull’amore. Sono rimasta affascinata dalla bellezza dei paesaggi africani, dalla calda ospitalità dei suoi abitanti e dalla varietà delle tradizioni e delle usanze. Ogni viaggio in Africa è stata un’esperienza unica, che mi ha arricchito e aperto gli occhi su una realtà diversa dalla mia.

Ho imparato ad apprezzare le piccole cose, a essere più consapevole del mondo che mi circonda e a non dare mai nulla per scontato. Sono grata per ogni istante vissuto in Africa e per il dono di poter condividere la mia passione e le mie esperienze con gli altri.

Immediatamente mi colpì l’atmosfera vivace e vibrante che circondava il popolo Maasai. Indossavano con fierezza abiti tradizionali, fatti di stoffe magnifiche e colorate cui prevale la tonalità del rosso e del blu indaco. Era come se indossassero un libro aperto di tradizioni e valori. La loro tranquillità, in contrasto con l’ambiente selvaggio che li circondava, mi lasciava stupefatta. Era evidente che avevano una profonda connessione con la natura e un rispetto profondo per la terra in cui vivono.

Questo rispetto si manifesta nelle loro pratiche di pastorizia sostenibile e nella loro consapevolezza dell’importanza della conservazione della fauna selvatica. I Maasai hanno una comunità ben strutturata e un sistema di valori che danno importanza alla famiglia, all’educazione e alla solidarietà. Ogni individuo ha un ruolo specifico all’interno del villaggio, che contribuisce all’unione e al benessere di tutti, come vi descrivo in questo articolo: Passaggi di ruolo riti e usanze della tribù maasai.

Dal mio primo soggiorno tra i maasai, ebbi l’opportunità di imparare alcune parole della loro lingua detta “MAA” e di condividere momenti speciali insieme. Sono rimasti impressi nella mia memoria i sorrisi e le risate, la generosità nell’accoglienza e la gioia che trasmettevano nel ballare le loro danze tradizionali. Già dalla prima sera che misi piede in un vero villaggio maasai ebbi la fortuna di assistere alla mia prima cerimonia maasai.

Dopo questo indimenticabile incontro, sono tornata in Italia portando con me non solo ricordi indelebili, ma anche la consapevolezza che il mondo è un luogo meraviglioso, ricco di culture e popoli straordinari. I Maasai mi hanno insegnato l’importanza di preservare e rispettare la diversità, e di abbracciare l’opportunità di scoprire il nuovo e l’ignoto.

Ad ogni mio ritorno in Trentino, ogni volta che chiudevo gli occhi, potevo ancora sentire il suono delle risate, i profumi della savana, il ricordo della polvere della sabbia sulla mia pelle, tutte le persone che ho incontrato. Sono i ricordi che mi accompagnavano nella mia quotidianità tra lavoro o problematiche varie, donandomi serenità e felicità. Nelle pagine della mia vita, quel villaggio maasai rimarrà un capitolo inestimabile, da quel lontano villaggio nella Regione Manyara in Tanzania iniziò la mia vita tra i maasai.

Mi trovavo sola, in mezzo al nulla, senza corrente elettrica, senza l’acqua potabile, con una tribù a me ancora sconosciuta che borbottava parole in un italiano misto che non so bene cosa imparate sulle spiagge di Zanzibar grazie alla presenza del turismo italiano. Ero stranamente tranquilla, ero felice, curiosa e neppure il bus sgangherato e affollatissimo che dall’aeroporto mi portò al villaggio, a quel tempo, mi impensieriva. Avevo viaggiato 11/12 ore o forse più, su una strada sfasciata sterrata, con accanto a me, galline, caprette e ammassi di gente dai sorrisi aperti e degli amici maasai la cui unica preoccupazione era mettermi al corrente che non c’era un frigorifero nel villaggio!

Mi sentivo veramente come il personaggio di un romanzo, catapultata in un mondo affascinante e misterioso. Con il sole che brillava intensamente nel cielo azzurro, mi ritrovai immersa in un paesaggio spettacolare. Mi sentivo travolta in un mondo affascinante, con i suoi colori sgargianti e gli odori intensi che attraversavano l’aria.

Il cinguettio degli uccelli mi cullava mentre i raggi del sole coccolavano la mia pelle. Camminando per i piccoli sentieri della savana, mi sentivo sempre più attratta da quella terra, quei villaggi e da tutto ciò che mi circondava. Ancora ero incredula di essere arrivata dove suggeriva il mio inconscio, il destino per una volta ha voluto accontentarmi. Il villaggio dove stavo, era circondato da meraviglie naturali come alberi di acacia secolari, la sabbia bianca e non rossa come invece pensavo.

Mi trovavo sola, in mezzo al nulla, senza corrente elettrica, senza l'acqua corrente, con una tribù a me ancora sconosciuta che borbottava parole in un italiano misto a non so bene cosa imparate sulle spiagge di Zanzibar grazie alla presenza del turismo italiano. Ero stranamente tranquilla, ero felice, curiosa e neppure il bus sgangherato e affollatissimo che dall'aeroporto mi portò al villaggio, a quel tempo, mi impensieriva.

Sono fantastici i cambi di colore del manto stradale viaggiando tra un chilometro e l’altro per arrivare nella savana rurale della Tanzania. Ad ogni modo, ogni angolo raccontava una storia, ognuna diversa dalle altre, ma tutte unite da un’atmosfera di autenticità e passione. Mi sono sentita parte di quel villaggio, parte di una famiglia più grande, dove ogni singola persona aveva un ruolo importante da ricoprire. E anche se il frigorifero mancava, ho imparato ad adattarmi nonostante il mio non saper fare nulla senza le mie comodità moderne, accettando aiuto e disponibilità come mai in vita mia era capitata tale gentilezza e a godere di ogni singola esperienza che mi veniva offerta in questa nuova avventura.

Il viaggio mi portò attraverso sentieri che si snodavano tra la lussureggiante vegetazione, con gli alberi secolari di acacia. I colori della savana danzavano davanti ai miei occhi, dai rossi intensi alla cascata di verdi sfumature che si estendeva fino all’orizzonte. E in mezzo a tutto questo splendore, mi sentivo in equilibrio perfetto con la natura che mi circondava.

Il villaggio che divenne la mia casa temporanea e poi definitiva è un luogo magico. Ogni angolo racconta una storia unica, tramandata di generazione in generazione. La gente del villaggio mi accolse con calore e mi fece sentire parte di una famiglia più grande. Ognuno aveva un compito importante da ricoprire, dalla lavorazione delle terre alla cura degli animali. Ero affascinata dall’unità e dalla solidarietà che permeavano la vita quotidiana.

Nonostante le mancanze materiali, ho imparato ad adattarmi e apprezzare le piccole cose. La luce delle stelle e la luna che rischiarava le serate e i suoni notturni della natura attiravano la mia attenzione. Mi immergevo completamente in ogni singola esperienza che mi veniva offerta, cercando di coglierne ogni sfumatura, di imparare il più possibile dalla cultura e dalle tradizioni di questo luogo affascinante.

Quella terra, quei villaggi e le persone che vi abitano mi hanno regalato una prospettiva nuova sulla vita. Ho capito che la vera ricchezza non risiede nelle cose materiali, ma nelle esperienze condivise, nelle relazioni umane e nelle generosità che si possono trovare anche nei luoghi più remoti.

La mia avventura in quella terra lontana rimarrà per sempre nel mio cuore, una preziosa memoria del tempo trascorso in un luogo incantevole e delle persone che mi hanno aperto le porte del loro mondo. Ogni giorno mi svegliavo con la consapevolezza di essere fortunata ad essere lì, a vivere e respirare quell’atmosfera unica che solo la Tanzania poteva regalare. E così, con il cuore colmo di gratitudine, ho continuato il mio viaggio tra i sentieri della savana, pronta ad accogliere ogni nuova sorpresa che mi sarebbe stata riservata lungo il cammino.

Ciò che ha reso davvero indimenticabile il mio viaggio in Tanzania è stata la savana, con l’incontro della gente del posto e le molteplici tribù. Ho avuto l’opportunità di scambiare storie ed esperienze con la popolazione locale, apprendendo molto sulla loro cultura e tradizioni. La loro genuinità e la loro gioia di vivere mi hanno ispirato profondamente e mi hanno ricordato l’importanza di vivere la vita al massimo, nonostante le avversità.

Oggi, porto dentro di me non solo i meravigliosi ricordi di questa avventura africana, ma anche una nuova fiducia nella mia capacità di affrontare le sfide. Il viaggio in Tanzania è stato un regalo alla mia anima, che mi ha insegnato l’importanza di apprezzare la bellezza del mondo e di trovare la forza interiore nel superare ogni ostacolo.

Le persone che abitavano il villaggio erano cordiali ed ospitali. Nonostante le difficoltà quotidiane e i sacrifici, erano sempre pronte a condividere un sorriso, un gesto di gentilezza o una conversazione animata. Mi hanno insegnato l’importanza della comunità e del prendersi cura gli uni degli altri, valori che spesso vengono trascurati nelle frenetiche società moderne.

Le persone che abitavano il villaggio erano cordiali ed ospitali. Nonostante le difficoltà quotidiane e i sacrifici, erano sempre pronte a condividere un sorriso, un gesto di gentilezza o una conversazione animata. Mi hanno insegnato l'importanza della comunità e del prendersi cura gli uni degli altri, valori che spesso vengono trascurati nelle frenetiche società moderne.
Esperienza/viaggio dai maasai Tanzania

A quel tempo, il villaggio maasai e la sua gente hanno lasciato un’impronta indelebile nel mio cuore, ed è con gratitudine che custodisco i ricordi di quei giorni magici, nonostante le avversità che ho descritto vivacemente nel mio libro, al quale vi invito a leggere. Non c’è bisogno di approfondire gli stessi argomenti in questo articolo. La modesta capanna in cui ho trascorso la mia prima notte rimarrà per sempre impressa nel mio cuore. Era costruita con materiali semplici come la sterco di mucca e la sabbia, eppure emanava una calda ospitalità che mi ha rapito. Quel luogo incantevole, immerso nella magica savana africana, mi ha permesso di vivere di persona una delle più antiche civiltà, e ogni dettaglio mi ha lasciato senza fiato.

Leggi il nostro libro: La Felicità tra i Maasai

Durante il giorno, mi spostavo tra i villaggi costruiti di fango, esplorando le tradizioni e le consuetudini dei maasai. La loro grazia mi colpiva profondamente, così come la loro stretta connessione con la natura e il territorio circostante. Ho constatato che l’ospitalità costituisce un valore basilare nella loro cultura, esperienza che ho personalmente vissuto incontrando William, un maasai gentile che mi ha accolto nella sua vita.

William mi ha fatto immergere nelle loro danze tradizionali, piene di vita e cariche di significato. Mi ha accolto nella loro vita senza alcun filtro, i sorrisi e l’entusiasmo di William mi hanno fatto sentire come parte di una grande famiglia. Per un attimo, ho dimenticato che la mia visita era solo temporanea. Sono stata travolta da un senso di appartenenza che mi ha toccato profondamente. Quelle notti trascorse con mio marito nella capanna di mia suocera costruita di sterco di mucca sono state una pura magia per me.

Il ricordo della conoscenza con mio marito brucia nel mio cuore come un fuoco ardente, illuminando ogni angolo dei miei sogni. Seduti lì, circondati dalla calda fiamma che danzava sotto il manto di stelle, il cielo si apriva sopra di noi, regalandoci uno spettacolo di bellezza infinita. In quei momenti, mai avrei potuto immaginare che il destino ci avrebbe uniti in un lungo e meraviglioso viaggio insieme.

Sì, perché non sapevo che quella visita iniziale è stata solo l’inizio di una storia d’amore travolgente con William, aprendomi le porte alla sua cultura e donandoci una nuova casa nella vastità della savana. La passione brucia ancora intensamente, i ricordi di quella capanna sono diventati un tesoro prezioso, un fuoco che dentro di me non si spegnerà mai. La vita può essere ricca di sorprese e, talvolta, ci riserva esperienze che cambiano il destino.

Ho imparato a non temere di uscire dalla mia zona di comfort e a cogliere le opportunità che la vita mi presenta. Ora, guardando indietro a quella notte nella capanna, non posso fare altro che sorridere ed esprimere gratitudine al destino per avermi condotto in questo magico angolo dell’Africa. Willy ed io comunicavamo nonostante il suo italiano fosse davvero incomprensibile ma era piacevole conversare con lui. Le giornate nel villaggio trascorrevano tranquille, quando il sole tramontava ogni sera, sembrava che il tempo volasse via rapidamente.

Venendo da una cultura diversa, ero interamente dipendente dal loro aiuto, incapace di svolgere anche compiti di base come accendere un fuoco – una competenza che i bambini Maasai acquisiscono fin da piccoli. Mi trovavo entusiasmata dalla vista degli animali nascosti nella foresta, coinvolta nella loro quotidianità. Non ero solo una semplice turista, ma mi sentivo parte integrante di quel magnifico luogo, malgrado la distanza fisica dalla mia vera casa.

Quella sensazione di appartenenza profonda non mi ha mai lasciato, nemmeno dopo essere tornata alla mia vita ordinaria a Trento. L’Africa si era impossessata di me, con quel mal d’Africa che mi bruciava in ogni fibra del corpo. Mi sono trasformata in un medico di me stessa, consapevole che l’unico rimedio era tornare in quelle terre magiche ogni volta che mi era possibile. Ma poi, nel 2012, l’imprevedibile è accaduto e la mia vita ha subito una virata improvvisa, ma di questo argomento ve ne parlo in altro articolo.

Alcuni mesi dopo il mio tragico incidente di percorso che vi racconto in questo articolo: https://maasai-travel.com/2019/12/13/il-mio-percorso-di-vita-dal-cancro-a-un-viaggio-a-zanzibar/

Mi imbarcai più che convinta su un volo diretto in Tanzania, una scelta che lasciò molti in Italia perplessi ma fu l’unica cosa di cui il mio cuore frantumato aveva davvero bisogno. Tornando al villaggio Maasai, portavo con me il peso del dolore, un fardello pesante che consumava la mia anima. Nonostante i miei sforzi per nascondere le lacrime in pubblico, non riuscivo a sfuggire al mio stato fragile e doloroso.

Mi riempie di gioia affermare senza riserve che sono finalmente, in modo indiscutibile, immensamente felice al fianco del mio straordinario marito William Maasai
Un viaggio che mi ha trasformato la vita

Una mattina, dal rifugio della mia modesta casa, fui testimone di una scena straordinaria: una donna, con il volto segnato dal tempo, procedeva faticosamente sotto il peso di secchi e giare, raccogliendo acqua. In questo villaggio, l’acqua scarseggia – bisogna cercarla e raccoglierla da fonti lontane. Quella visione ha acceso una miccia dentro di me, alimentando una risoluta passione per fare la differenza. Ogni mattina mi svegliavo piangendo in solitudine al pensiero dei miei genitori, purtroppo non più presenti.

Apro la finestra e noto quella donna maasai che non scorderò mai, mentre ripeteva gesti abituali e non per questo meno faticosi, la prima volta l’ho vista partire all’alba e rientrare la sera: nessuna smorfia tradiva il suo viso eppure quanta stanchezza, quante fatiche mute. Quella scena ha avuto l’effetto di un ceffone. Improvvisamente mi sono chiesta, “Ma cosa stai facendo, Cristina? Per cosa piangi?”. Progressivamente, le cose sono migliorate, le ferite cominciarono a rimarginarsi. Nel 2013, sia io che Willy abbiamo realizzato che il nostro legame era qualcosa in più dell’amicizia e della stima reciproca, e abbiamo deciso di fidanzarci.

Non è stato semplice: la mia vita era in Italia, e non volevo assolutamente coinvolgermi in storie a distanza, avevo sempre cercato di evitarle e non volevo soffrire di nuovo. Ho cercato di convincere me stessa, ma il sentimento era forte, evidente anche agli altri nel villaggio, ed alla fine ha prevalso. Nel 2015 ci siamo sposati. William, che indossava l’abito Maasai, io ero raggiante nel mio abito zebrato, molto diverso dal classico tulle bianco che molte sognano per il loro giorno più bello. Ho immaginato di vivere lì, per sempre, ma la savana è un luogo che può essere affascinante e al tempo stesso crudele, e non è adatto a chi non è cresciuto in quelle condizioni.

Era semplicemente una questione di sopravvivenza, quindi abbiamo deciso che lui si sarebbe trasferito a Trento. Nel corso degli anni si è perfettamente integrato e ha continuato a frequentare corsi per inserirsi nel mondo del lavoro, anche se senza risultati notevoli. Intanto, io ero stufa di dormire nella capanna quando eravamo al villaggio, desideravo costruire una stanza in mattoni e cemento che fosse solo nostra e più confortevole. E quando ho condiviso alcune foto del lavoro finito con colleghi e amici in Italia, tutti mi hanno risposto che sarebbero venuti a visitare la savana ora che potevo ospitarli.

Così, quasi per gioco, ho condiviso le stesse foto sui social media, con una breve didascalia. In pochissimo tempo, sono stata contattata da coppie, famiglie, agenzie, tutte interessate a vivere l’esperienza della vita Maasai avendo una guida italiana. Ed è così che è nato Masai Travel Life Tanzania, un progetto per coloro che cercano un’esperienza unica ed indimenticabile. È diventato un vero e proprio lavoro per me e William. I primi guadagni sono stati investiti nel costruire una vera e propria casa per gli ospiti, che arrivano numerosi e se ne vanno con la promessa di ritornare, nella casa che ora considero casa mia. Per sempre.

A mezza età, mi riempie di gioia affermare senza riserve che sono finalmente, in modo indiscutibile, immensamente felice al fianco del mio straordinario marito William Maasai. Innumerevoli e intense sono state le prove che abbiamo affrontato insieme lungo il nostro cammino, ma la forza inarrestabile del nostro amore e l’implacabile determinazione che ci anima ci hanno spinto ad affrontarle con audacia e coraggio senza mai vacillare e andando avanti sempre diritti per la nostra strada.

Questo viaggio è stato davvero speciale per me, è stato il momento che ha cambiato la mia vita per sempre. Dopo tanti anni di andirivieni, dal 2009, mi ha portato a prendere una decisione importante: scegliere di vivere qui, nella meravigliosa savana, insieme alla mia nuova e affettuosa famiglia Maasai. Sono grato per questa esperienza che mi ha donato un senso di appartenenza e felicità unici. La savana è ora il mio dolce e accogliente rifugio, dove mi sento veramente a casa. Non potrei desiderare niente di più.

Con affetto Cristina Valcanover

Grazie del tempo che ci hai dedicato nella lettura. Ti ringrazio di cuore per aver dedicato del tempo prezioso alla nostra lettura. La tua presenza qui è davvero apprezzata e spero che la tua esperienza sia stata entusiasmante e gratificante. Spero che tu abbia trovato questo contenuto interessante e ti abbia fatto apprezzare ancor di più il tempo che hai speso per leggerlo. Grazie ancora per la tua attenzione e per il supporto che ci dai. Senza di te, tutto questo non sarebbe possibile. Ti auguro una splendida giornata piena di ispirazione e di felicità!

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13 pensieri su “Un viaggio che ha cambiato la mia vita

      1. Avatar di Sconosciuto Anonimo

        Bellissima la tua storia. Hai fatto una scelta decisamente coraggiosa uscire dalla zona confort alla quale siamo abituati.
        Spero di avere la fortuna e la possibilità un giorno di visitare un villaggio Masai.
        Grazie di aver condiviso la tua storia
        Laura

    1. Avatar di Sconosciuto Anonimo

      Ho letto la tua storia mi ha dato tanta emozione tutti dovremmo avere la possibilità e il coraggio di fare un esperienza fantastica da voi in Savana torneremmo nelle nostre vite con più amore e rispetto della vita e delle persone

  1. Avatar di Sconosciuto Anonimo

    Cara , quanto sei stata forte e brava…era destino secondo me…..puo essere che in qualche vita precedente, tu sia stata una Maasai e che tuo marito faceva parte della tua vita anche allora , magari in veste diversa ….nulla avviene x caso ….ti abbraccio forte e ti Auguro tutta la salute e la fortuna del mondo……

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