COSA VISITARE, PREZZI, VACCINI VIAGGIANDO A ZANZIBAR, SAFARI, E TRIBÙ IN TANZANIA;

Strade e percorsi in Tanzania;

Da quando io (italiana) e mio marito (masai) abbiamo iniziato a proporre questo nuovo viaggio avventuroso e alternativo, nel cuore dell’ Africa vera in mezzo alle tribù della savana, comprendiamo dalle vostre richieste, che non tutti siete informati sugli spostamenti, distanze e di quanto grande sia la Tanzania tra strade sterrate e il “pole, pole” africano (piano, piano in lingua Swahili). Tutti siete in attesa delle meritate vacanze e giustamente in soli 15 giorni di ferie vorreste visitare e fare tutto, il vostro primo pensiero è; “visto sono in Tanzania ed il viaggio in aereo è lungo ne approfitto a vedere tutto“!

Quanto è grande la Tanzania?

La Tanzania è un paese dell’Africa orientale, al giorno d’oggi riesce difficile fare una stima degli effettivi abitanti poiché è conosciuta anche per vaste zone selvagge abitate da tribù che nemmeno ne immaginiamo l’esistenza. Gli abitanti della savana praticano ancora le nascite in casa per cui non tutti hanno un certificato di nascita. Tribù masai e tribù datoga addirittura non usano nemmeno festeggiare i compleanni e spesso perdono la conta dei loro anni….

Ad oggi in Tanzania si parla di una popolazione che comprende ben 60.425.321 abitanti, ma facendo una ricerca in Google le informazioni in merito sono molteplici, mentre l’Italia ammonta a 60.391.000 e tutto stimato a gennaio 2019. Osservando le mappe questi dati aiutano a comprendere che in Tanzania qualche abitante non è registrato all’anagrafe oltre al fatto che molte zone non sono disabitate, ma torniamo a noi……

Prima di intraprendere un qualsiasi viaggio è sempre consigliabile informarsi il più possibile del paese e meta scelta, è importante conoscere il tipo di visto necessario ad entrare nel paese e se si necessita di eventuali vaccini obbligatori per l’entrata nel paese.

Scegliamo a priori cosa visitare, altrimenti si rischia di perdere giornate intere in spostamenti senza viversi tutto al meglio, rientrando a casa con il bisogno di un’ulteriore vacanza fatta di riposo assoluto senza essersi dati la possibilità di conoscere e viversi appieno il luogo…

Prendiamo in esempio la cartina dell’Italia e posizioniamola vicino alla cartina della Tanzania;

Come noterete dalle foto sotto postate, la Tanzania è un pase “enorme“! Faccio volutamente il paragone con l’Italia poiché la maggior parte delle richieste di viaggio verso il nostro villaggio masai in Tanzania, provengono dal viaggiatore italiano.

La Tanzania comprende anche alcune isole quali Zanzibar, Mafia e Pemba (cito queste isole poiché risultano le più frequentate dal turismo).

Tante sono le strutture e i prezzi che potrete trovare sia in booking che in altri motori di ricerca a prezzi vantaggiosi. Saranno le stesse strutture ove alloggerete a proporvi dei pacchetti escursioni, io consiglierei di trattare il prezzo con qualche beach boys in spiaggia, hanno costi più contenuti e tra l’altro la maggior parte sono gli stessi che collaborano con i resort, basta assicurarsi siano guide esperte. Vero, all’inizio forse sembrano troppo “assillanti” ma pensiate che voi state offrendo la possibilità di lavoro, ecco la motivazione, ognuno di loro vorrebbe avervi con sè per guadagnare.

Visitare le tribù della savana in Tanzania;

Un nuovo viaggio per catapultarvi nella vera vita masai !

Arrivare in Tanzania o in Kenya per guardare il mare o stare sdraiata su un lettino non è di certo il mio modo di viaggiare, soprattutto dopo essermi fatta tante ore di viaggio in volo per vivermi l’Africa. La curiosità di conoscere la savana e i suoi abitanti per me è sempre stata tanta ed ora che addirittura vivo in un villaggio maasai ed ho sposato un maasai non l’avrei mai pensato che la mia vita cambiasse così tanto e mi rendesse così serena !!!

In savana non si trovano solo i masai, che certo sono il popolo più conosciuto al mondo, ma esistono anche la tribù datoga che abbiamo come vicini di casa e altre che ancora al giorno d’oggi nemmeno si conosce né nome né origini.

E’ davvero un gran peccato non unire la vacanza su una spiaggia selvaggia della Tanzania o Zanzibar alla conoscenza delle tribù della savana o a un safari.

I tuoi occhi vedranno la vera quotidianità dei locali nel cuore dell’Africa vera, ove è rara la presenza del turismo.

Per esempio ove viviamo noi di faccia pallida trovate solo la mia e dei nostri ospiti, ma proprio perché vi ci portiamo noi, molto difficile arrivarci soli come solito usano fare i viaggiatori zaino in spalla…. (in dieci anni non ho mai incontrato nessuno da queste parti in viaggio da solo).

Avrete la possibilità di fotografare paesaggi, panorami, tramonti dai colori spettacolari e, con un pizzico di fortuna, incontrare qualcuno degli animali caratteristici delle foreste tanzaniane, come scimmiette, tartarughe terrestri, camaleonti e tanti altri.

Le tribù che vivono nei Parchi Nazionali o nei dintorni di Arusha sono ormai molto preparate ad accogliere il turista. Infatti, c’è chi si è inventato villaggi ove si pagano $50 solo per entrare qualche ora con i masai che vi attendono danzando tutti belli truccati, colorati e magari facendovi sentire quasi in obbligo nell’acquisto di qualche bracciale, stesso esempio vale per la tribù datoga, Hadzabe’e o altre adiacenti, cosa che in genere non accade se non in rituali da loro ritenuti importanti per cultura e non come attrazione turistica..

Da noi di organizzato troverete solo la nostra guida e i transfer in quanto avrete bisogno di supporto e traduzioni per tutta la vostra permanenza, si vedranno i veri mercati africani, i masai e il baratto del bestiame, la varietà di frutta, stoffe coloratissime e le vere cerimonie masai nei periodi indicati per loro cultura e non in base alla richiesta dei viaggiatori, è un viaggio vero, non è inventato a fungere da attrazione turistica…

È un viaggio di vita vera in savana, una vacanza alternativa per poi tornare a casa e poter raccontare che hai visto e vissuto davvero l’Africa vera e che forse avrai contratto e capito che significa avere il mal d’Africa.

ll prezzo è in formula all inclusive nella nostra accogliente casa posta nel centro del villaggio masai di famiglia e comprende transfer, Lodge o Hotel di appoggio al vostro arrivo e partenza, pernottamento in pensione completa, guida masai parlante 4 lingue.

Abbiamo creato una catena di lavoro e la nostra faticosa organizzazione va compensata con equa retribuzione. Anzi, l’organizzazione in savana è particolarmente difficile e non è affatto esente da spese.

Safari in Tanzania;

Sicuramente è il viaggio e l’attrazione più richiesta, anche agenzie e tour opere-tor sono ormai in tantissimi a proporli, rispetto al Kenya sono un po più alti di prezzo ma è anche vero che la Tanzania ha tantissimi Parchi Nazionali e molti di questi non sono così turistici e conosciuti.

Esempio di Parchi Nazionali non molto frequentati dal turismo di massa:

  • Parco Nazionale di Sadaani
  • Parco Nazionale di Mkomazi
  • Parco Nazionale di Mkumi
  • Parco Nazionale di Ruaha
  • Parco Nazionale di Kitulo Plateau
  • Parco Nazionale dei Monti Udzungwa

Parchi Nazionali conosciuti e frequentati dal turismo di massa:

  • Parco Nazionale del Tarangire
  • Parco Nazionale di Arusha
  • Parco Nazionale del Kilimanjaro
  • Parco Nazionale del Serengeti
  • Parco Nazionale del Lago Manyara
  • Riserva naturale del Ngorongoro all’interno di un cratere vulcanico

Prezzi d’entrata ai Parchi Nazionali e spese in Tanzania;

I prezzi d’entrata variano dai $53 ai $72 per ogni turista e a giornata, queste tasse scadono dopo 24 ore dall’entrata nei parchi quindi prolungando i tempi si deve ripagare gli stessi importi, ma non dimentichiamoci altri costi.

Ci vuole una macchina, il prezzo varia dai $200 ai $250 al giorno (ma in questo caso non a persona), la guida certificata va pagata e se ne trovate una che non conosce la vostra lingua (cosa che accade) o voi non conoscete la lingua Inglese e Swahili? Come farete a comprendervi e ad essere informati?

La tenda o i lodge hanno svariati costi, ma partono ugualmente da una media di $40 a notte in base al periodo, poi vengono applicate le tasse di soggiorno e costano quasi come l’entrata nei Parchi Nazionali. “Se si decide di viaggiare ad agosto, Natale o in altre festività del calendario, si sappia, sono i periodi più caldi dell’anno quindi non meravigliamoci dei prezzi in pennata”.

Ci sarà necessità di mangiare e bere, all’interno dei parchi non ci si può spostare a piedi e da soli alla ricerca del supermercato o del ristorantino, quindi dovremo mettere in preventivo anche i pasti e l’organizzatore del tuo safari va retribuito.

Se poi ad esempio ci si trova nel Parco Nazionale del Tarangire e si volesse scendere fino alla Riserva naturale del Ngorongoro che si trova all’interno di un cratere vulcanico, si ricorda che è altro parco e quindi altra entrata e tasse da pagare al giorno e a persona.

Spesso si trovano safari a prezzi sin troppo “stracciati” e su questo argomento mi si aprirebbe un mondo…… ad esempio guide sotto pagate o non pagate con il rischio di trovarvi a fare dei safari con delle guide si certificate, ma in realtà potrebbero essere dei cacciatori e nemmeno saprete che lo siano fungendo da guida armata ai vostri occhi, con spari che fanno passare per prove o finte minacce alla vostra persona durante la vista di presunti animali pericolosi.

Macchine o Jeep a dir poco allo sfascio o non in sicurezza, magari con appena il posto del respiro, insomma nel caso dei safari è bene il detto “chi più spende meno spende”, ameno che non conosciate qualche locale che abbia buone conoscenze in Tanzania e che vi sappia indirizzare a qualche organizzazione di fiducia.

Cosa sapere prima di scegliere un Tour Operator affidabile in safari Tanzania;

Noi ad esempio, collaboriamo con un tour operator locale molto affidabile e professionale, ha esperienza decennale e conosce la lingua italiana, ha più mezzi da 8 o 4 posti, evita i gruppi che non si conoscano tra loro e nella Jeep ha persino la possibilità di caricare laptop e cellulari ad ogni posto a sedere, i sedili sono separati proprio pensati a stare comodi e fotografare senza urtarsi.

D’altronde le comodità tornano utili e vanta di recensioni ottime!!

Il safari sarà un ricordo indelebile, giusto ponderare anche i prezzi, ma informatevi prima con chi vivere l’esperienza, sarà un piacere trovare un tour operator o l’agenzia che vi giustifica la spesa, non soffermatevi al prezzo e prima di chiedere un’altro preventivo alla concorrenza esigete spiegazioni, abituatevi a leggere le recensioni.

Una recensione su 50, in media, ci sta che non sia positiva ma proviamo a ponderarne la motivazione, scrivete, interrogate chi ha postato un pensiero sia negativo che positivo, molti non stanno bene da nessuna parte e tanti altri scrivono recensioni danno voti e stelle senza nemmeno aver mai intrapreso tali esperienze, nei social e nel web esistono persone che nella vita hanno poco da fare, o non stanno bene di testa e si divertono a neutralizzare il prossimo.

Cosa offre Zanzibar;

L’arcipelago di Zanzibar è “paradisiaca”, è circondato dall’oceano indiano conosciuto anche per le sue calde acque, la temperatura può raggiungere fino ai 30° e vi assicuro che è un piacere entrare in quell’acqua cristallina senza doversi battere con il brivido del freddo iniziale prima di fare un bagno. Altro effetto che personalmente trovo spettacolare è il fenomeno della bassa marea, si percorreranno centinaia di metri nel mezzo di stelle marine. Zanzibar oltre ad avere spiagge bianche come la farina e mare turchese offre diverse tipologie di escursioni.

Cosa visitare a Zanzibar;

TOUR DELLE SPEZIE; è il modo migliore per conoscere dove e come coltivano le spezie, verrete catapultati da profumi e odori all’interno dei campi di contadini locali, la vostra guida saprà spiegarvi ogni diversità di pianta e lavorazione tra cannella, zenzero, vaniglia, pepe, caffè, peperoncino, noce moscata, chiodi di garofano, zafferano, hennè, oltre a piante e alberi di banana, cocco, mango, ananas e papaya.

Zanzibar è conosciuta come l’isola delle spezie!

STONE TOWN; quale capitale di Zanzibar, detta anche città della pietra. Il centro storico è un miscuglio di abitanti trà arabi, cinesi, indiani, africani ed europei con dei vicoletti molto stretti in mezzo alle case assomiglianti ai nostri “paesini” del sud Italia ed è davvero bella e particolare grazie a questo “mix” di culture e costruzioni.

Ci sono infinità di negozietti ove potrete sbizzarrivi allo shopping di splendide stoffe colorate e altro, ma non dimenticate di visitare il museo degli schiavi, il Palazzo delle Meraviglie affacciato sul mare, i resti di una fortezza portoghese e la casa dove è nato e vissuto il cantante dei Queen, Freddie Mercury che ora ne è diventata un museo in suo ricordo.

LA FORESTA DI JOZANI; si trova all’interno dell’isola e habitat naturale di una scimmia che si trova a Zanzibar e prende nome di: Colobo rosso di Kirk.

IL VILLAGGIO DALLE CASE DI FANGO; ti immergerai nella vita locale ove vivono parte dei zanzibarini, in capanne costruite con il fango e coperte con tetti di zinco ed altri realizzati con un misto di rami e foglie secche, non hanno elettricità e vivono con ciò che la terra offre.

Case con tetto di paglia a Zanzibar

Safari Blue a Zanzibar;

In spiaggia troverete sicuramente chi ve lo propone, vi porteranno con delle imbarcazioni verso un’isolotto che all’arrivo dell’alta marea scompare, farete snorkeling e il bagno con i delfini, natura e paesaggi da favola accompagnati da grigliata di pesce, frutta e bibite.

Delfini nelle acque di Zanzibar

Quanto costa volare in Tanzania;

I prezzi di viaggio in aereo dall’Italia verso la Tanzania, variano da un minimo di € 360,00, ovviamente extra festività, fino ad arrivare anche a € 1.200,00 nei mesi di agosto e Natale.

In viaggio verso Dar es Salaam (Tanzania)

Consiglio di scegliere Dar es Salaam come aeroporto d’arrivo e partenza, il prezzo del volo sarà più basso trovando collegamenti per spostarsi comodamente in tutto il territorio.

Tasse e visti di A/R in Tanzania;

All’uscita del paese non verrà richiesta o applicata nessuna tassa di soggiorno come invece accade all’uscita del paese dall’aeroporto di Zanzibar, si pagherà solo il visto d’ingresso di $50 con carta di credito (funziona anche la carta prepagata postepay). Vi verrà chiesto il cash in euro o dollaro e sempre arrotondato a $50 o € 50,00 solo se ci dovessero essere problemi di linea o corrente.

NUOVA PROCEDURA VISTI D’ENTRATA IN TANZANIA;

Da inizio anno 2019 è attiva la procedura visti online con risposta di accettato o rifiutato in 48 ore, in caso di esito positivo vi verrà inviato via email con un codice a barre da stampare e da presentare al personale dedicato che vi attende all’entrata nel paese.

Per maggiori informazioni visitate il sito ufficiale dell’ambasciata italiana presente in Tanzania

Profilassi e vaccini in Tanzania;

A mio parere si legge molto “terrorismo” in merito, ma non sono un medico e mai potrei assumermi una responsabilità così grande nel consigliare il tipo di vaccino o meno. Starà nel vostro buon senso decidere e soprattutto informarvi prima di partire verso qualsiasi destinazione del mondo. Per quanto riguarda noi una cosa sola è certa, poiché in savana il clima è secco, fresco mattino e sera grazie allo sbalzo termico che vige in savana certamente non si corre il rischio di vivere in mezzo alle zanzare.

Consiglio di visitare il sito VIAGGIARE SICURI all’indirizzo;
http://www.viaggiaresicuri.it/paesi/dettaglio/tanzania.html?no_cache=1 è costantemente aggiornato.

Per quale motivo un viaggio si organizza mesi prima?

Altro consiglio è la formula “mi organizzo prima“, oltre trovare prezzi di prenotazioni abbordabili sia sui voli che nelle strutture, serve a partire informati e a non trovare sorprese a ridosso della partenza.

Speriamo che queste informazioni vi possano venire utili.

By William e Cristina

Vi attendiamo in mezzo delle tribù della savana

PER ULTERIORI INFORMAZIONI IN MERITO AL NOSTRO VIAGGIO TRA I MAASAI SCRIVETECI:

PASSAGGI DI RUOLO, RITI E USANZE DELLA TRIBÙ MASAI

La mia vita in mezzo al popolo masai nella savana della Tanzania;

Conoscere e capire questa cultura vivendo insieme alla tribù masai è davvero affascinante, non smettono mai di stupirmi ed è sempre più forte il legame che mi unisce a questo grande popolo maasai.

Questo è solo l’inizio della prima parte di cerimonia masai, in questi giorni verranno stabilite le date di celebrazione di “EMANYATA” (in masai uomo grande), cui anche William quale mio marito, sarà uno dei tanti festeggiati. E’ una delle feste più attese e di grande rilievo, rimarrà segnata nella storia dei masai con persino la partecipazione delle TV locali più famose.

Spesso sulla nostra pagina Facebook quale;

Posto foto e dirette, è grande l’entusiasmo che provo a rendervi partecipi nella mia quotidianità di vita nella savana della Tanzania, ma a volte mi riesce davvero difficile spiegarvi il momento e le forti emozioni che mi avvolgono.

La preparazione della festa/celebrazione masai;

Nei giorni scorsi, sempre tramite la nostra pagina Facebook vi ho mostrato una cerimonia della durata di tre giorni tra salti, balli e canti svoltasi ad Elerai, un grande villaggio sito nella steppa masai del distretto di Kilindi in Tanzania nella regione di Tanga.

Si trova a soli dieci minuti di moto da casa nostra, percorrendo una strada sterrata dai tanti colori a partire dal beige al rosso fino ad arrivare al colore bianco come la farina, girovagando in savana a volte rimango incredula nell’osservare la vegetazione e dai colori così tanti e diversi a distanza di pochi metri (ma di questi spettacoli ve ne parlerò in altro articolo, non voglio uscire dal tema).

Passaggi di ruolo, cultura e tradizione masai;

In realtà la festa menzionata, è iniziata mesi prima tra celebrazioni, riunioni maasai e autorizzazioni dei grandi capi maasai, si doveva decidere con la comunità se le fasce dei maasai più piccoli erano idonei a diventare dei veri guerrieri quali denominati “morani” in lingua maasai, nel contempo si doveva decidere chi lasciava il posto ai nuovi morani poiché i precedenti guerrieri prendevano il nuovo ruolo subentrando nella fascia degli adulti a vita.

Questi passaggi non sono ovviamente scelte fatte a caso, si vanno a coprire ruoli importanti, bisogna risultare affidabili e molto responsabili, più si va avanti e più si ha potere decisionale delle fasce più piccole, non è sempre semplice decidere per altre persone, e i meeting maasai in merito durano lunghi mesi prima di effettuare alcuna celebrazione, sono ponderate con molta attenzione.

Una volta che un maasai diventa grande, non sarà vietato, ma si abbandoneranno anche le magnifiche acconciature di capelli o code lunghe fino al fondo schiena, grazie a della lana nera che finge da “extension”. Sono gli uomini stessi ad aiutarsi tra loro e dare forma a creare tantissime “minuscole” treccine che in genere la maggior parte dei giovani guerrieri maasai usano portare e si passa al capello corto o a testa rasata per tutto il resto della vita.

Le donne maasai hanno un grande lavoro di preparazione in attesa del grande giorno di festa, i loro figli diventano i nuovi guerrieri detti “morani” in lingua maasai, o i loro mariti diventano “grandi”, questa celebrazione deve essere bella e ricordata da tutti, soprattutto in famiglia.

Con la gioia dell’attesa ed entusiasmo le “yeyo” (donna maasai) iniziano mesi prima la preparazione di bellissimi ed incredibili lavori artigianali di perline e “ghinghilli” che per tradizione e cultura maasai lavorano da sempre. I loro famigliari devono essere belli e diversi, si fanno o rifanno bracciali, collane, porta tabacco, cinte, orecchini, addobbi per capelli, cavaliere e molto altro ancora.

Iniziano i lavori di restaurazione e abbellimento delle case, si attendono i mercati maasai, è giunto il momento di vendere mucche o capre, serve monetizzazione ad organizzare la spesa di pasti e bevande agli invitati, i nuovi guerrieri dovranno essere vestiti (seruni in lingua maasai) di nero e si coloreranno parti del capo e del corpo di colore rosso, con della polvere ricavata da un frutto.

In genere a queste feste i maasai partecipanti sono a centinaia o anche più e possono arrivare anche da lunghe distanze. Il capo famiglia deciderà la parte del bestiame da sacrificare, alla festa scorsa ad esempio sono state macellate ben quattro mucche pronte da grigliare, i presenti erano a centinaia e provenienti da più comuni della Tanzania.

Conoscete la storia passata delle usanze e tradizioni masai?

Nelle antiche tradizioni maasai, i vecchi vogliono ricordare quanto accadeva nella vita passata e raccontano che nella storia i maasai facevano spesso guerriglie anche tra loro, tra villaggi e non solo quindi le usanze e i motivi di questi passaggi di ruolo e cerimonie nella loro vita sono solo ed esclusivamente QUATTRO e denominate come quanto segue;

  • ELATIM; in lingua maasai significa circoncisione maschile che il ragazzino attende e vive come un traguardo importante della sua vita. (Voglio ricordare che l’infibulazione femminile è invece non più usata dal popolo masai e vietata per legge).
  • EUNOTO; la cerimonia segna la transizione dei morani (guerrieri junior) diventando guerrieri anziani. Un volta dopo che i morani vivevano fino a 10 anni insieme in un “campo guerrieri” lontano dai loro villaggi di origine. Durante questo periodo, imparano come prendersi cura dei loro animali, proteggere la loro famiglia e portare gli obblighi di un guerriero Maasai (ora i tempi stanno cambiando e alcune tradizioni come queste si portano avanti ma non più in tutte le zone o villaggi maasai della Tanzania).
  • EMANYATA; in lingua maasai significa diventare grande, lasciando spazio ad un nuovo guerriero o detto “morani”, abbandonato il ruolo si diventa uomo maturo e adulto con molte più responsabilità.
  • LORBAAK; in lingua maasai è il termine dato a ricordare le guerriglie del passato tra tribù maasai e ora usato a festeggiare le attuali e future cerimonie ricordando sempre pace e serenità, non dimenticando il passato ma vivendo le feste in armonia. Un maasai dopo essere diventato grande e aver festeggiato con EMANYATA potrà festeggiare LORBAAK scegliendo il maasai a lui più caro, la persona selezionata non potrà rifiutare l’invito per nessun motivo è sarà obbligato a dividere la spesa della cerimonia. Passeranno due giorni di festa stando sempre vicino e insieme dimostrando l’amicizia tra loro in segno di pace per la vita.

Tutti conosciamo i masai come cacciatori di leoni;

Al passaggio “EMANYATA” (uomo adulto) in ricordo di “LORBAAK” verrà indossata sul capo l’originale criniera del leone, la stessa è tramandata da generazioni a generazioni, non esiste da comprare, fa parte del passato, i nonni e bisnonni cacciavano i leoni per difendere il bestiame, la loro persona e i villaggi abitati. Ad ogni capo veniva prelevata la criniera in ricordo di quel momento, ecco uno dei motivi per cui ancora viene utilizzata nelle celebrazioni maasai. Questo popolo ha tradizioni e culture sradicate negli anni che portano avanti con fierezza.

Al giorno d’oggi non esiste che un maasai o altra persona ammazzi un leone, sono protetti, chi trasgredisce la legge sarà punito con il carcere e un’ammenda molto salata. Ormai anche in Tanzania i leoni sono diventati l’attrazione turistica più ricercata dal viaggiatore, e sono protetti in parchi naturali insieme ad altri tanti animali, realizzandone i famosi “safari”, ed in Tanzania ce ne sono molti.

Non è raro l’avvistamento di leoni, elefanti e altri nella nostra zona, siamo solo a tre ore di bus dalla regione Manyara, ove si trova “il Parco Nazionale del lago Manyara” . Gli animali sono controllati e protetti dalle guardie forestali come anti bracconaggio dei parchi, e in questo caso i locali vengono avvisati di prestare la massima attenzione negli spostamenti con il bestiame, ma in genere dopo qualche giorno riescono a farli rientrare alla base.

Qual’è l’animale pericoloso per un mAasai?

Avete mai provato a chiedere ad un masai quale possa essere l’animale che più lo intimorisce?

secondo voi quale potrebbe essere la risposta?

  • il leone?
  • il leopardo?

Risposta errata;

vi direbbero che questi animali potenzialmente conosciuti come pericolosi, li saprebbero cacciare e combattere, mentre gli animali cui rendono un maasai indifeso e impotente sono elefanti e bufali, incredibile ma vero.

In passato gli animali non erano custoditi nei grandi parchi che la Tanzania possiede, in poche ore percorrevano km di strada spostandosi velocemente, gli elefanti hanno dimensioni enormi e creavano non pochi danni distruggendo case e villaggi interi, il bufalo poiché è silenzioso e velocissimo nell’attacco. Per questo motivo i maasai erano nomadi e non si fermavano troppo tempo nello stesso territorio.

By Cristina e William

Un viaggio speciale, un’esperienza indimenticabile anche per te, ti aspettiamo in mezzo alle tribù della savana in Tanzania!

Se l’articolo vi è piaciuto lasciateci un commento, a noi farà piacere leggervi e rispondervi. Vi attendiamo in savana!

CONTATTO;

VIAGGIO “AVVENTURA” AL MERCATO MASAI DI KWEDIBOMA IN SAVANA ! (Tanzania)

L’ alba in savana;

Un mattino ci svegliamo alle 5.30, l’alba vista dal nostro villaggio masai era di colore rosa fluorescente, stava iniziando a sorgere il sole. Nel mentre accendo il fuoco ed inizio a preparare un buon caffè italiano portatoci dai nostri ospiti, ci sediamo in terrazza, nessuno parlava, stavamo ammirando lo spettacolo che la natura ci stava regalando.

Alba in savana (Tanzania)

Iniziamo l’ avventura africana;

Non appena tutti pronti ci dirigiamo in moto (piki piki in lingua swahili) alla stazione dei bus di Kiberashi (c.a. 5 minuti di strada sterrata dal nostro villaggio), William (la guida masai) si dirige verso un locale a comprare i biglietti, (ci stavamo recando al coloratissimo mercato masai nella cittadina di Kwediboma nella Regione Tanga in Tanzania), torna presto indietro poiché ci comunica che i posti in bus erano terminati. Vedo avvicinarsi un uomo, ci chiede se volevamo un passaggio, William “il masai”, lo conosceva ed accetta, eravamo in otto e lui aveva una macchina tipo monovolume a dieci posti.

Sembrava la soluzione adatta, era comoda, spaziosa e con l’aria condizionata….Si parte, inizia la musica a volume alto fino a sentire gli altoparlanti “gracchiare” tutto manca, ma video e musica in nessun mezzo sono assenti, persino le moto hanno la radio con uscita usb, il viaggio prosegue ma all’improvviso il mezzo si ferma, apre il baule posteriore e si accomodano due persone, noi sorridiamo e la macchina riparte, arriviamo ad un’altro villaggio, si ferma ancora apre il baule e risalgono altre tre persone.

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All’avventura con il bus locale con destinazione Kwediboma al mercato masai

Per arrivare a destinazione mancava ancora c.a. mezz’ora di strada, guardo Willy e sorrido in quanto già sapevo che non sarebbe finita con i carichi e nel mentre avviso i nostri ospiti che non saremmo rimasti in poche persone seduti comodi ….. Arrivati a Kwediboma ci siamo contati, nella macchina eravamo in ben 18 persone. Il vero viaggio africano è anche questo, condividere la quotidianità insieme ai locali, e tutti erano felici di aver vissuto i veri spostamenti in savana insieme a loro e tante risate tutti insieme.

Cosa offre il mercato masai;

Il mercato ci ha entusiasmato tutti, si trova di tutto a partire dalla frutta, la verdura, abbigliamento e scarpe, usato con etichette attestanti la provenienza dall’Europa, stoffe coloratissime, animali e quanto noi non sapremo nemmeno immaginare possa esistere!!

La compravendita del bestiame in Tanzania;

Osservare come svolgono la scelta dell’acquisto di una mucca è davvero coinvolgente, chi compra gira, osserva e sceglie in lontananza, poi si avvicina iniziando la trattativa. Noi bianchi dobbiamo stare lontani altrimenti il prezzo lieviterebbe non poco a chi deve concludere l’affare.

Maasai e locali partono all’alba con mucche, capre o galline, a piedi o con il mezzo che li possa ospitare per raggiungere la località del mercato prescelto, stanno fermi tutta la giornata sotto il sole cuocente per cercare di vendere o barattare.

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Mercato Masai in savana (Kiberashi, Dodoma, Tanzania)

Finito il giro delle bancarelle abbiamo fame, decidiamo di mangiare della carne di capra appena macellata e infilzata in legni lunghi a forma di uncino posizionati avanti al fuoco, era la carne più buona che avessimo mai mangiato (in Italia la carne di capra non mi era mai piaciuta) senza sale, spezie o altro, completamente al naturale ma molto saporita e morbida. Qua in Tanzania carne e ortaggi sono freschi e niente conservanti, ” ad esempio “….

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Mangiando carne grigliata di capra al mercato masai

Il viaggio di ritorno;

Oltre essere in mezzo alla vita dei locali ci si è goduti la foresta e i panorami della savana in sella della moto fino ad arrivare in città. Decidiamo di rientrare al villaggio, l’autobus non si capiva a che ora “voleva” arrivare (in Africa non esiste l’orologio svizzero), ci siamo seduti tutti sul bordo strada mettendoci ad osservare tutta la loro vita, passanti, negozietti, fotografare di nascosto chi non voleva essere “immortalato”, chi cuciva e chi voleva venderci qualsiasi cosa.

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Il centro della cittadina di Kwediboma, Tanzania

All’improvviso sentiamo un forte rombo di motore avvicinarsi, era il bus locale con una nuvola di polvere al seguito, ci alziamo e prepariamo a salire ma era troppo pieno di gente, nel mentre ci passa affianco un pulmino tipo i nostri scuola bus, William fischia, accosta e ne approfittiamo salendo a bordo.

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Eravamo in otto ma in un attimo rimase appena lo spazio del respiro, qualcuno di noi con un bambino in braccio altri hanno lasciato il posto a qualche anziano e ad ogni fermata gente che scendeva a quantità ma altrettanto ne saliva, mentre dal finestrino stavamo osservando tutto ciò che si caricava e scaricava sia dal vano valigie sia dal tetto.

Destinazione villaggio masai nel buio totale;

Dopo circa un’ora e nel bel mezzo di un affascinante tramonto arriviamo a destinazione Kiberashi nella regione Tanga in Tanzania, erano circa le ore 19.00, il tempo di sgranchirci un poco, cenare, berci qualcosa di fresco e si è fatta notte.

Willy la nostra guida masai , inizia ad organizzarci il trasporto in moto per destinazione casa al villaggio maasai . Saliamo in moto e partiamo, non si vedeva niente, l’unico punto luce era il faro della moto su una strada a dir poco “sfasciata” ma che i driver sanno percorrere benissimo e con tanto di complimenti per come portano la loro due ruote, non esistono altri mezzi tipo taxi come mezzo di trasporto nei villaggi adiacenti le cittadine, solo le moto, che ritengo inoltre le più sicure nel percorrere le strade sterrate e ondeggianti in savana.

La savana di notte;

Si osservava la vegetazione nel buio, qualche uccello di grandi dimensioni si alzava volando via, qualche occhio giallo fluorescente ci osservava passare nascosto nei cespugli, ma il tutto vissuto con tranquillità e curiosità perché si sapeva di essere in compagnia dei guerrieri maasai e con loro nulla ti può accadere anzi ti insegnano a scoprire!

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Notte stellata in savana da Maasai Travel Life a Gombero, Tanzania

Arriviamo a casa masai “stanchi morti” ma con il ricordo di una giornata bellissima ed indimenticabile vissuta nella vera savana con i locali con un viaggio vero, bellissimo e indimenticabile che mai saremo stati in grado di intraprendere da soli.

Cos’altro ci potrebbe essere di meglio se non una guida locale e maasai per vivere un’esperienza vera come questa in Tanzania?

ARRIVARCI E CONTATTO: 

Maasai Travel Life effettua una serie di partenze con destinazione villaggio maasai in Tanzania comprendendo una vasta gamma di date di partenza e attività per soddisfare i diversi gusti. Siamo eccitati all’idea di mostrarti questo nostro grande popolo maasai!

By Maasai Travel Life

Cristina e William

PICCOLI “GRANDI” GUERRIERI MASAI IN CRESCITA

Chi sono i piccoli guerrieri maasai;

I Piccoli ing’era (bambini in lingua maasai), lo sono solo per età e statura; in realtà sembrano dei “grandi guerrieri responsabili”. Mai in vita mia ho conosciuto dei bambini così obbedienti e rispettosi del più grande sin dalla tenera età.

Qualsiasi richiesta o ordine le venga imposto viene eseguito con la capacità di lasciare persino il gioco. Le bambine aiutano la mamma nelle incombenze di casa, a soli cinque anni già sanno cucinare come una donna adulta, ed io ne rimango stupefatta.

I bambini masai si distinguono dall’abito e dai colori, quali; rosso fuoco (shuka in lingua maasai) per i maschi, mentre le bambine masai (endito in lingua masai) indossano un vestito di colore indaco o di colore glicine.

Ormai i tempi stanno cambiando anche nella steppa masai e sempre più si notano bambini vestiti “stile europeo”, vuoi che qualche turista ce lo portiamo noi, vuoi che fare un qualsiasi regalo fatto a loro porta molta soddisfazione, ma torniamo nel tema, di questo argomento certamente ne parlerò al prossimo articolo.

Come giocano i bambini masai;

Bambini felici che giocano e corrono spensierati dal villaggio alla savana, non hanno giocattoli e forse nemmeno ne conoscono l’esistenza, (salvo in questi “ultimi tempi”, qualche turista inizia ad arrivare con valigie cariche di giochi).

I piccoli masai si accontentano nel prendere di mira qualche alveare o qualche “mal capitato” uccello e addirittura gufi colpendoli con dei sassi, si arrampicano sugli alberi, costruiscono altalene usando dei rami di albero, o nel giocare a nascondino.

La sera, dopo cena è il momento più bello, è buio non si vede niente, eppure nel silenzio della savana si sentono gli schiamazzi dei piccoli masai gridano felici giocando in lontananza da casa. Mi chiedo come facciano a vederci, questi bambini non hanno paura di niente!

I palloni da calcio o gioco in savana sono di difficile reperibilità , ma i piccoli masai non demordono e costruiscono con le loro mani palle con foglie e fango usando uno spago fino a darle la forma rotonda.

E’ sorprendente vederli inventivi costruendosi qualsiasi gioco con le mani con ciò che trovano strada facendo, è altrettanto sorprendente osservare come tra loro nasca un forte legame condividendo questi semplici giochi; un rapporto che cresce e viene mantenuto per l’intera vita, nei momenti di gioia e di dolore.

Rischi e pericoli in savana;

Ora è arrivato il momento di unire al gioco anche alla vera vita masai e spetta al padre giudicare quando il proprio figlio è ritenuto idoneo a scoprire la foresta con rischi e pericoli, non importa quanti anni abbia il bambino, deve vederlo preparato in questa nuova missione che segnerà l’inizio della sua crescita.

Il Papà, in collaborazione del capo villaggio e tutta la famiglia, prepara il figlioletto verbalmente da sempre, il bambino masai sin dalla tenera età saprà che arriverà il momento in cui dovrà sfidare la savana correndo rischi e pericoli.

Finché un giorno si parte a piedi percorrendo chilometri di strada, fino a raggiungere la foresta da loro ritenuta critica, ci saranno animali molto pericolosi, sentieri imprudenti. Dovranno imparare a bere e nutrirsi con ciò che la savana offre, come ripararsi e difendersi davanti ai pericoli.

Arrivato il momento “il piccolo masaino” si troverà a combattere davvero anche con qualche animale ma con la certezza che il padre sta assistendo ed è pronto a intervenire!

Quali sono responsabilità di un bambino masai;

Superata la dimostrazione che può durare anche mesi lontani da casa, il piccolo “ing’era” (piccolo masai) risulta pronto ad ottenere delle nuove responsabilità all’interno del villaggio nativo.

Le verrà affidato il compito di accudire capre e mucche e dovrà essere in grado di difenderle da attacchi esterni. Partirà al mattino con il bestiame rientrando al tramonto, strada facendo si unirà ad altri “masaini” e greggi, camminando e pascolando insieme e uniti più che mai.

La bellezza di questo cammino sta nel partire da casa con trenta capre e ritrovarsi in mezzo a tantissimi bambini con una mandria in-contabile di bestiame fra capre, pecore e mucche con panorami e posti magici che la savana della Tanzania offre.

Arrivati nella distesa erbosa mentre gli animali pascolano i piccoli masai che hanno una media di età a partire dai tre anni in avanti, si ciberanno di solo latte fresco munto sul posto o in assenza di acqua, iniziano a giocare e passano la giornata finché il sole inizia a calare, ora si ritorna al villaggio.

Bambini masai che perdono di vista il bestiame dando spazio al gioco;

Nella loro spensieratezza infantile a volte capita che perdano qualche capra o mucca strada facendo, arrivano a casa senza e sapendo a priori che le spetterà la ricerca in foresta anche nel buio della notte per ritrovare il capo smarrito!

Nostro nipote, di nome Jemsi, nel perdere non “un capo”, ma tutto il bestiame o non custodirlo preferendo il gioco, è ormai un classico all’ordine del giorno. Al tramonto arrivano le mucche da sole fino a casa e di lui non c’è traccia, questa situazione per la famiglia masai è grave, non riescono ad educarlo in tal senso in nessun modo. A me questa cosa fa sorridere, per noi europei è normale che un bambino giochi.

Uscite al pascolo con i masai;

Ascoltando i bambini masai durante il pascolo rimango incredula nel rendermi conto che sanno riconoscere ogni belato di capra abbinando un nome alla stessa, come stesso esempio udendo muggire una mucca.

Come moglie di un masai e parte di questa splendida famiglia mi risulta difficile darvi l’emozione che si prova vivendo la quotidianità con questa magica tribù masai in savana, questi bambini nonostante la tenera età sanno dare una protezione incredibile, sembrano guerrieri masai adulti!

Tramonto africano (Tanzania)

Speriamo che questo articolo possa esserti stato d’aiuto per conoscere un’altra cultura lontana dal nostro mondo.

Grazie di averci dedicato il tuo tempo in questa lettura.

Ciao Cristina e William

ARRIVARCI E CONTATTO:

Maasai Travel Life effettua una serie di partenze con destinazione villaggio maasai in Tanzania comprendendo una vasta gamma di date di partenza e attività per soddisfare i diversi gusti. Siamo eccitati all’idea di mostrarti questo nostro grande popolo maasai!

guarda dove siamo;

By William e Cristina

CHI SONO I CAPI MASAI E COSA SONO LE RIUNIONI MASAI

Per capire chi sono i capi maasai e in cosa consistono le loro riunioni, facciamo un po’ di chiarezza:


Oggi parliamo di Tanzania, ma le stesse regole vengono applicate anche alla tribù maasai del Kenya, il popolo maasai vive a stretto contatto non solo con la famiglia d’origine, ma anche con i villaggi adiacenti.

 capo masai
Al centro uno dei capi masai della nostra zona (Tanzania)

I maasai possono incontrarsi, non conoscersi o non essersi mai visti ma si sentono ugualmente “fratelli” portando avanti le stesse tradizioni e la stessa cultura tutta la vita, parlano lo stesso dialetto denominato il “Maa” dalla Tanzania al Kenya.

RUOLI IMPORTANTI DEI CAPI MASAI:

CHI E’ IL CAPO VILLAGGIO DI FAMIGLIA: (in lingua masai: orkitok’o lengang); ogni famiglia ha un capo villaggio, in genere è sempre il più anziano ad avere questo ruolo e dopo di lui il compito passerà al figlio maschio più grande.

Esistono diversi ruoli, utili a garantire la pace e la serenità del popolo maasai.

CHI E’ IL CAPO DI TANTI VILLAGGI: (sia in lingua “maa” che swahili): mwenyekiti);
un maasai scelto dalla comunità, non giovane/non vecchio, gira spesso nei villaggi per assicurarsi che tutto vada bene, che non ci siano litigi o problemi di normale quotidianità, cerca di risolvere ogni questione con dei meeting, controllando periodicamente che il caso sia “chiuso”. Collabora con il governo, riporta problematiche burocratiche, autorizza o compila documenti come certificati di nascita, il rinnovo di un documento d’identità, certifica proprietà di bestiame, terreni o case ed ogni residente che avrà bisogno di uno di questi “esempi” dovrà presentarsi negli uffici governativi specifici con l’autocertificazione e l’autorizzazione comprovata dal capo maasai referente.

Uno dei tanti capi famiglia masai
Uno dei tanti capi famiglia masai a “Mtego” (Kiberashi)

CHI E’ IL CAPO MASAI TEMPORANEO: in questo caso prendiamo in esempio Zanzibar, località turistica dove ormai è nota la presenza capillare di maasai emigrati per lavoro, in spiaggia con bancarelle, nei resort come guardie o altro. Viene nominato anche lì un capo maasai che si occupi di supervisione e di fare da porta voce al “grande capo maasai della savana”.
Si tratta di un impiego temporaneo poiché non vive in “terra maasai”, e il potere decisionale di qualsiasi eventualità resta al capo maasai regionale.

CHI E’ IL GRANDE CAPO MAASAI REGIONALE: (in lingua masai “olaingwenani”): si può diventare capo maasai a qualsiasi età, l’importante è essere maggiorenni. Il suo compito è di seguire gli avvenimenti della propria regione ed essere a capo di ogni importante decisione.

Nello specifico, si occupa di:

  • problemi di tipo politico;
  • problemi tra tribù;
  • discordanze per acquisti di terreni o simili;
  • problema della siccità e dove pascolare;
  • singoli maasai o interi villaggi che trasgrediscono le regole;

Maasai lontani dalla famiglia per troppo tempo;

  • cerimonie importanti per l’assegnazione di titoli e ruoli nella tribù;
  • date da decidere;
  • problemi di vario genere dove si chiamerà in prima persona chi ha sbagliato per risolvere la grave questione (come un vero e proprio processo tribale!)

MEETING/RIUNIONI MASAI;

La cosa che più mi stupisce di questo grande popolo masai è la fratellanza che contraddistingue ogni singolo elemento, viene percepita anche tra due persone che non vanno d’accordo caratterialmente!

riunione masai
Un esempio di riunione masai (Tanzania)

Quasi una volta a settimana, si ritrovano gli uomini provenienti da tanti villaggi, formano dei gruppi, stanno ore (o giorni!) seduti a parlare.

Non sempre si tratta di condizioni di difficoltà, spesso parlano della loro vita, cercano di migliorarla, formano collette o raccolgono soldi per i fratelli bisognosi e per cose utili tipo costruzioni di Chiese e scuole. Decidono insieme l’importo e tutti dovranno versare, chi non può attenderà la giornata di mercato, venderà una capra , una mucca o una gallina per saldare l’importo dovuto.

In questa tribù non esiste IL TERMINE rubare!

Picchiare ed esprimersi in modo volgare e violento, sono attività condannate ed osteggiate come previsto da regolamento maasai.
Si tratta di un popolo tranquillo, parlano e risolvono tutto con la massima calma, nessuno urla addosso a nessuno. Organizzano meeting affrontando argomenti di vario genere, telefonandosi o dandosi appuntamento tramite passa parola.

Ovviamente nessuno è obbligato a partecipare alle riunioni, ma se non esiste un imprevisto valido l’invito viene rifiutato di rado. Nelle riunioni con il capo maasai è di rilevanza almeno la presenza del capo villaggio, essendo un raduno di regioni il luogo d’appuntamento sarà a meta strada e comodo a tutti da raggiungere.

QUALCHE ESEMPIO DI TRASGRESSIONE DELLE REGOLE MAASAI:

La spiaggia di Uroa a Zanzibar
La spiaggia di Uroa a Zanzibar

La parola d’ordine di un maasai è aiutarsi;

  • Un altro esempio delle necessità che portano i maasai ad una riunione è quando si allontanano da casa per lavoro, se non si danno notizie alla famiglia, se non si torna per mesi o anni, se non si contribuisce economicamente, la riunione si concluderà con l’intervento del capo maasai di zona in questione.
  • L’interessato verrà obbligatoriamente intimato a rientrare, se non fosse in possesso di denaro per spese viaggio il meeting servirà per raccogliere la spesa necessaria e se non verrà accettata la proposta il maasai verrà cacciato dalla comunità e non potrà più lavorare in quella zona (es. Zanzibar).
Un matrimonio masai/mzungu che non doveva essere celebrato!
Io ad un matrimonio masai/mzungu ! (Tanzania)

UN MATRIMONIO TRA UN MASAI E UNA DONNA BIANCA NEGATO;

Rispetta il parere della tua famiglia!
Anni fa ho avuto modo di assistere a un matrimonio tra un maasai ed una “mzungu” (donna bianca), nessuno era d’accordo venisse celebrato, il parere negativo arrivava soprattutto dalla già presente moglie maasai, lui non diede retta a nessuno per far felice la donna bianca, iniziò la cerimonia ugualmente, ad un certo punto vennero interrotti canti e balli, tutti si allontanarono di punto in bianco e velocemente, io non capivo cosa stesse accadendo, la casa dello sposo fu imbrattata di sangue all’esterno.

Mi venne poi spiegato che quel matrimonio con la donna bianca non poteva essere celebrato, la prima e attuale moglie maasai non aveva acconsentito alle seconde nozze con la nuova arrivata e delle regole erano state infrante. Subito venne chiamato il capo maasai, si fece una settimana di riunione, in conclusione venne deciso che quel maasai non avrebbe potuto ne frequentare ne mangiare in nessun villaggio o casa maasai e ha dovuto pagare una multa di due mucche per aver provato a fare il furbo e mancanza di rispetto per la sua famiglia maasai.

La povera sposa bianca, ignara di tutta la situazione, era impaurita e confusa!

BANDITA LA DISONESTA’ DAL POPOLO MASAI

In una circostanza, mi sono trovata ad assistere ad un’altro grosso problema, un maasai aveva rubato una mucca e l’aveva venduta al macello.

Una trasgressione gravissima… rubare non fa parte della cultura maasai!

La persona in questione ovviamente scappò, non si sapeva dove fosse. Il capo famiglia (padre o chi ne fa le veci) dovette assumersi tutta la responsabilità e pagare una multa con ben due mucche da restituire al derubato.

con i maasai a festeggiare un importante traguardo
Con i maasai a festeggiare un importante traguardo nella savana della Tanzania

I MASAI NON VOGLIONO PROBLEMI

In definitiva…
I maasai non vogliono problemi, cercano di risolvere tutto senza arrivare a soluzioni drastiche evitando tensioni nella comunità, amano vivere sereni, ma se qualcuno cerca di irrompere il loro silenzio, sanno diventare molto duri affinché diventi e se ne crei esempio a chi non vuole accettare queste regole… “PAROLA DA MAASAI”.

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Venite a trovaci, vi aspettiamo nella vera Africa della Tanzania per un viaggio di esperienza indimenticabile in mezzo ai locali della savana.

 

MODULO CONTATTO:

By Maasai Travel Life

 

UN VIAGGIO DI QUINDICI GIORNI DALLE TRIBÙ DELLA SAVANA A ZANZIBAR (Tanzania)!

UN VIAGGIO DI QUINDICI GIORNI DALLE TRIBÙ DELLA SAVANA A ZANZIBAR !

Vi portiamo in Tanzania a conoscere la tribù  datoga (Mang’ati in lingua locale) . Sono pastori e nomadi, le loro radici derivano dalla regione Manyara o di Dodoma in Tanzania. In genere si spostano, non stanno mai fermi a lungo nello stesso posto ma in questo raro caso vivono a pochi passi da casa nostra.

Vi faremo vivere la quotidianità nella savana con il popolo Masai;

si imparano i rituali, si conoscono gli animali, la fauna, cieli stellati, tramonti spettacolari. Si trascorreranno le giornate a stretto contatto con la tribù, magiche serate, si faranno escursioni a piedi in foresta o in moto alla scoperta di posti e panorami ancora sconosciuti al turismo.

Per terminare la vostra vacanza in relax vi accompagniamo a Zanzibar, chiamata anche isola delle spezie, circondata da mare cristallino, spiagge di sabbia bianca e fine come borotalco.

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Zanzibar

Contattateci i posti sono limitatati !!

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