LA SAVANA E LA TRISTE REALTÀ DELL’ACQUA

LA SAVANA E LA TRISTE REALTÀ DELL’ACQUA

Che in Africa l’acqua sia un bene prezioso da non sprecare credo sia noto a tutti.

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Donne masai in attesa di riempire le taniche d’acqua

A casa nostra siamo fortunati, circa dieci anni fa dei volontari hanno costruito un comodo rubinetto a pochi metri dal villaggio e arriva una bellissima acqua di colore trasparente che scende dalla montagna vicino.

Ne fanno uso tutti i villaggi circostanti ma non tutti hanno la fortuna di essere in prossimità, alcune case distano dei chilometri da percorrere a piedi con secchi, bidoni e taniche.

I comuni dei vari paesi sperduti in savana hanno programmato dei turni a zone affinché l’acqua arrivi con forte flusso altrimenti non ci sarebbe abbastanza potenza per riempire i contenitori, poi esistono realtà con più possibilità economiche da potersi permettere di comprare delle cisterne che possono contenere anche oltre 1000 litri collocandole a ridosso dei tetti delle case e approfittare delle notti umide o delle giornate di pioggia affinché possano riempirsi.

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Piccole mucche assetate

In ogni zona si prevede che l’acqua si attivi solo ogni tre giorni, poi si dovrà attendere mentre la pompa sarà in funzione in altre zone.

I locali devono approvvigionarsi acqua a sufficienza in modo da farsela bastare nelle giornate di chiusura, sarà indispensabile per dissetarsi, cucinare, lavarsi, fare bucato e altre necessità.

La giornata di raccolta d’acqua si vive con la gioia di stare insieme a chi abita lontano, si nota chi approfitta del caldo sole e si apparta a fare una fresca doccia in mezzo ai cespugli e ben nascosto, chi fa bucato allargando indumenti a terra attendendo che si asciughi, chi lava biciclette, moto, chi abbevera gli animali e tutto ciò che non ci si può permettere di fare fino al prossimo turno.

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Lavaggio moto

Nella nostra zona, ed esattamente a Gombero nella regione Tanga in Tanzania, il rubinetto dell’acqua apre alle ore 12.00 e viene chiuso alle ore 20.00.

C’è chi si prepara davanti al rubinetto per essere primo e si creano delle file lunghissime che durano fino al tramonto e di certo non mancano discussioni per chi prova a passare avanti.

Dai residenti del nostro paese è stato nominato un masai di fiducia, una volta al mese passa nelle case di tutte le famiglie cui fanno uso di quell’impianto e sanno di dover versare la somma di Tsh 2.000 (equivale a circa 1 euro).

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Lunga attesa

A volte accade che il tubo dell’acqua sistemato sotto la terra, ma non abbastanza in profondità e collocato in sentieri trafficati da moto e auto, si crepi.

Di certo non ci pensano i comuni a riparare o fare sopralluoghi di controllo e mantenimento, peccato che in questo caso salta il turno di approvvigionamento fino a giorno da definirsi o a guasto riparato grazie al fondo spesa raccolto e versato dai locali.

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La fatica

LE DONNE MAASAI E L’ACQUA

Quando capita la giornata piovosa ne approfittano sistemando secchi sotto ogni tetto o fonte che possa riempirne più quantità possibile per risparmiare la fatica di camminare metri o chilometri con un secchio sulla testa o taniche da 20 litri sulla schiena. Ci impiegano una giornata percorrendo la strada fino a casa e indietro più volte.

Chi con l’asino carico di taniche da riempire, chi con la bicicletta e a metà strada s’accorge di aver bucato o addirittura ovalizzato le ruote, chi può permettersi di pagare un driver con la moto per caricarci i contenitori fino a destinazione, insomma si vede di tutto.

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Raccogliendo acqua dalle pozze

In altre zone della savana in Tanzania ho avuto modo di vedere realtà ancora più tristi e dure. Non tutti sono così fortunati ad avere un rubinetto o un pozzo vicino casa, molti devono accontentarsi delle grandi pozzanghere di colore marrone che si creano nei periodi di forte pioggia.

Ho visto donne caricare asini, partendo al mattino e rientrando solo al tramonto, dopo ore di cammino per cercare dell’acqua.

Ho conosciuto dei locali che sono riusciti a trovare l’acqua sotto la terra, grazie alle offerte inviate dall’Europa, ma pagando migliaia di euro per avere le autorizzazioni necessarie, la macchina trivellatrice, il materiale e gli operai, arrivando al termine dei lavori e doversi ritrovare con un pozzo di acqua salata inutilizzabile.

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Il lungo cammino delle donne

Un pozzo costa dai €10.000 ai €15.000 per un locale, mentre un “volontario bianco” arriva a pagare anche fino ai €30.000 ma senza nessuna garanzia di successo in quanto sembra si riesca a sfruttarne l’occasione per farne un “business”.

Per chiunque volesse donare un importo simile a tali cifre, il mio consiglio è di appoggiarvi a qualche missione, poiché in questo modo le ditte che gestiranno il lavoro saranno oneste grazie alla certezza dell’operato di tale missione nel loro paese.

Inoltre molti di quelli che riescono a costruire un pozzo, poi lo trasformano in un guadagno personale, poiché l’acqua viene venduta solo ai vicini di casa e a chiunque possegga il denaro per acquistarla.

Ho conosciuto una coppia formata da un masai e una “bianca”, avevano un pozzo, una notte in loro assenza hanno avuto la visita di “strani ladri”, mancavano solo i documenti del pozzo, senza tale certificazione non potranno ne utilizzarlo ne risultare di proprietà di un loro bene rubato.

A distanza di anni e nonostante sia stato rintracciato il nuovo proprietario e figurante nel loro terreno di proprietà, si sta ancora indagando per trovare il colpevole, la corruzione in Africa è tanta ma non vorrei uscire dal tema.

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Quando piove l’acqua arriva sola

Un altro esempio è il nostro villaggio masai: un rubinetto a pochi metri da casa sul quale “qualcuno” vorrebbe lucrare con una tassa mensile, nonostante tutto il lavoro di allacciamento a spese nostre e senza che questo abbia fatto nulla per le popolazioni che vivono nella savana, sperduta e dimenticata da tutti!

Venite a trovaci, vi aspettiamo nella vera Africa della Tanzania per un viaggio indimenticabile in mezzo ai locali.

Maasai Travel Life effettua una serie di partenze con destinazione villaggio maasai in Tanzania comprendendo una vasta gamma di date di partenza e attività per soddisfare i diversi gusti. Siamo eccitati all’idea di mostrarti questo nostro grande popolo maasai!

Email di contatto: allascopertadelvillaggiomasai@gmail.com

By Maasai Travel Life

 

 

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